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I Bassifondi del Barocco. La Roma del vizio e della miseria in mostra a Villa Medici.

“Quel che aborriscon vivo, aman dipinto”. (Salvator Rosa)
Lo spettatore, oggi come allora, si rassicura nel momento in cui…

…è chiamato fuori da una realtà turbativa, guardandola senza coinvolgimenti rischiosi.
Uscire a Roma riserva sempre delle sorprese. I bassifondi edulcorati piacciono, sono un bisogno del cittadino che reclama per sé diritti esclusivi. La Roma seicentesca ha le stesse urgenze della Roma del ventunesimo secolo.
“Invaghitisi [molti] della sua maniera [di Caravaggio] l’abbracciavano volentieri, poiché senz’altro studio e fatica si facilitavano la via al copiare il naturale, seguitando li corpi vulgari e senza bellezza” (Bellori).

Il nudo attira sempre lo sguardo del malizioso e del pudico.

I devoti viaggiatori che arrivano a frotte nella Roma del 1600, dovevano restare senza fiato. A bocca aperta sono tutti i personaggi dei quadri e delle sculture barocche.

“Ma le regole del gioco sembrano in qualche modo sovvertite: si fa ricorso agli stereotipi e allo stesso tempo li si altera”.
Diverse sessioni musicali si svolgono asincrone nelle sale di Villa Medici.
La commistione tra reperto antico e i vivi è scritta nel destino di Roma millenaria. Un fiato a volte più pesante, a volte più leggero.
I cosiddetti Bamboccianti, capeggiati idealmente da Pieter Van Laer, “si sono appropriati della committenza della clientela facoltosa, ostacolando gli interessi economici dei pittori affermati” (Eduard A. Safarik – vai al sito)
Il paesaggio è pieno di rifiuti antichi, agli occhi del turista pieno di vestigia antiche tra rifiuti moderni.
Il passato e il futuro attraggono poco il Barocco.
Bartolomeo Manfredi, Nicolas Régnier, Simon Vouet, Valentin de Boulogne, Pieter van Laer, Pietro Paolini, Cornelis van Poelenburgh.

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