Paul Bril (Anversa 1554 - Roma 1626), Paesaggio col Tempio della Sibilla, firmato e datato “P. Bril 1595”, olio su rame, cm. 11 x 17, Roma, Galleria Borghese

Paesaggio non fotografico

Questo quadro merita cinque minuti del tuo tempo. Sono Maria Isabella• e oggi lo guardiamo insieme. 

Paul Bril (Anversa 1554 – Roma 1626), Paesaggio col Tempio della Sibilla, firmato e datato “P. Bril 1595”, olio su rame, cm. 11 x 17, Roma, Galleria Borghese.

I dipinti di paesaggio non sono fotografie. E grazie! …dimmi qualche cosa che non so! 

Seriamente, i dipinti di paesaggio figurativo ci permettono di riconoscere i luoghi, senza essere sovrapponibili alla realtà. Perché il pittore, invece di ritrarre letteralmente ogni foglia che vede, ci trasmette il senso generale, il colore ed il movimento dell’albero; diciamo pure in un modo che poi gli impressionisti hanno portato oltre. 

Ciò che ha appassionato i collezionisti di paesaggi per secoli, secondo me, a parte la mancanza dell’invenzione della fotografia, sta anche nella rappresentazione con quel tanto di sentimento infuso dal pittore e che basta a far uscire le opere mirabili dal mero decorativismo. 

I paesaggi sono facili? Ma lo sono davvero? Non credo. Né da dipingere, né da fruire e perché? Non lo so, ma facili non mi sono mai sembrati. Come le belle donne, che chi non le capisce le immagina facili per una scollatura, soprattutto quando non gli si concedono. Sono in verità vittime di preconcetto. 

Mi capita sovente di immaginare questi quadri, Bril in particolare, popolati di api, farfalle e bombi che ronzano, ragni che tessono, formiche che spostano briciole. 

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