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6. Nascita di Venere – Sandro Botticelli (1483-85) – Uffizi, Firenze

I 40 dipinti più famosi nel 2020

“Un dipinto famoso come la Primavera deve essere in rapporto col più famoso mecenate dell’epoca, Lorenzo il Magnifico; deve essere ispirato dal poema più celebrato del tempo, le Stanze di Poliziano; deve commemorare l’episodio più famoso di quegli anni, la famosa giostra;  e deve rappresentare i suoi protagonisti più affascinanti, Simonetta e Giuliano. Nella sua forma meno grezza il dipinto non rappresentarealmente il fatto, né illustrail poema. Ripiega quindi su posizioni più suggestive e meno facilmente confutabili come l’affermazione che la Primaverasimboleggia l’età del Rinascimento con il suo tempo primaverile di gioventù e piacere; oppure che “esprime” lo spirito dell’epoca e il suo carnevale “pagano”, per il quale il ritorno della “giovinezza” di Lorenzo rappresenta la citazione di rito. Queste costruzioni storiografiche romantiche non avrebbero mai incontrato il successo che hanno incontrato se nell’arte stessa di Botticelli non ci fossero certi caratteri per i quali si presta alle interpretazioni più contraddittorie.” (Ernst H. Gombrich, Immagini Simboliche, Mitologie botticelliane, Torino 1978, p. 49)

Secondo Google i 40 dipinti più famosi nel 2020, in base alle ricerche degli utenti:

  1. Gioconda– Leonardo da Vinci (c. 1503-04) – Louvre, Parigi
  2. Ragazza col turbante – Johannes Vermeer (c. 1665-66) – Mauritshuis, L’Aia
  3. Notte stellata– Vincent Van Gogh (1889) – MOMA, New York
  4. Il bacio– Gustav Klimt (c. 1907-08) – Österreichische Galerie Belvedere, Vienna
  5. Guernica– Pablo Picasso (1937) – Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid
  6. Nascita di Venere– Sandro Botticelli (1483-85) – Uffizi, Firenze
  7. Ultima Cena – Leonardo da Vinci (1494-98) – Santa Maria delle Grazie, Milano
  8. La persistenza della memoria– Salvador Dalì (1931) – MOMA, New York
  9. La grande onda di Kanagawa– Katsushika Hokusai (1830-31) – xilografia
  10. Dama con l’ermellino– Leonardo da Vinci (1488-90) – Museo Nazionale, Cracovia
  11. Ronda di notte– Rembrandt (1642) – Rijksmuseum di Amsterdam
  12. Impressione, levar del sole– Claude Monet (1872) – Musée Marmottan Monet, Parigi
  13. American Gothic– Grant Wood (1930) – Art Institute, Chicago
  14. Terrazza del caffè la sera, Arles– V. van Gogh (1888) – Museo Kröller-Müller, Otterlo
  15. Scuola di Atene– Raffaello Sanzio (c. 1509-11) – Musei Vaticani, Roma
  16. Notte stellata sul Rodano– Vincent Van Gogh (1888) – Musée d’Orsay, Parigi
  17. Ritratto di Adele Bloch-BauerI – Gustav Klimt (1907) – Neue Galerie, New York
  18. Giallo, rosso, blu– Vasilij Kandinskij (1925) – Centre Pompidou, Parigi
  19. Scudo con testa di Medusa– Caravaggio (c. 1598) – Uffizi, Firenze
  20. Ballo al moulin de la Galette– Pierre-Auguste Renoir (1876) – Musée d’Orsay, Parigi
  21. Colazione sull’erba– Édouard Manet (1863) – Musée d’Orsay, Parigi
  22. Il figlio dell’uomo – René Magritte (1964) – Collezione privata
  23. Ophelia – John Everett Millais (1851-52) – Tate Gallery, Londra
  24. Primavera– Sandro Botticelli (c. 1482) – Uffizi, Firenze
  25. Campo di grano con volo di corvi – V. van Gogh (1890) – V.G. Museum, Amsterdam
  26. Volta della Cappella Sistina– Michelangelo Buonarroti (1508-12) – Vaticano, Roma
  27. Ritratto dei coniugi Arnolfini– Jan van Eyck (1434) – National Gallery, Londra
  28. Olympia– Édouard Manet (1863) – Musée d’Orsay, Parigi
  29. La Lattaia– Jan Vermeer (c. 1658-60) – Rijksmuseum, Amsterdam
  30. I papaveri (Les Coquelicots) – Claude Monet (1873), Musée d’Orsay, Parigi
  31. L’Allegoria della Pittura– Jan Vermeer (c. 1666) – Kunsthistorisches Museum, Vienna
  32. Le tre età della donna – Gustav Klimt (1905) – Galleria Naz. d’Arte Moderna, Roma
  33. Venere di Urbino– Tiziano Vecellio (1534) – Uffizi, Firenze
  34. Autoritratto– Vincent van Gogh (1889) – Musée d’Orsay, Parigi
  35. La Libertà che guida il popolo– Eugène Delacroix (1830) – Louvre, Parigi
  36. Bacco (adolescente) – Caravaggio  (c. 1596-98) – Uffizi, Firenze
  37. La Danza (La Danse)– Henri Matisse (1909) – MOMA, New York
  38. Salvàtor mundi– attribuito a Leonardo da Vinci (c. 1499) – coll. privata, Abu Dhabi
  39. Christina’s World– Andrew Wyeth (1948) – Museum of Modern Art, New York
  40. Il ponte giapponese– Claude Monet (1899) – Musée d’Orsay, Parigi

(Immagini a scopo divulgativo, fonte Wikipedia)

The Sound of Rome during Covid-19 Amazing Video

Ciò che non ti uccide ti rende più forte.
What doesn’t kill you, makes you stronger.
(Friedrich Nietzsche)
Scegli di essere ottimista. Ci si sente meglio.
Choose to be optimistic, it feels better.

(Dalai Lama)

È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante.
It is the time you have wasted for your rose that makes your rose so important.
(Antoine de Saint-Exupéry)
Vedo l’acqua delle fontane, le campane suonare, gli uccelli volare, l’anima degli italiani palpitare, il cuore dei romani amarsi, non vedo il coronavirus.
I see the water of the fountains, the bells ring, the birds fly, the soul of the Italians palpitate, the heart of the Romans love each other, I don’t see the coronavirus.
(Maria isabella Safarik)

“Olio puro”. La mostra di Marta Mariano a Roma

Marta Mariano, Viva la vida, olio su tela, cm. 80×100, 2019. “Un appello alla vita, alla bellezza, all’amore” (MM)

Mostra di pittura ‘Olio puro di Marta Mariano, giovedì 14 marzo 2019 prorogata fino al 22 marzo, Spazio5, via Crescenzio 99/d (P.za Risorgimento). Curata e presentata da Maria Isabella Safarik.

Grande successo di pubblico e critica per la giovane artista e giovanissimo talento. Il punto di vista eclettico e fresco lascia subito un segno positivo nel panorama artistico italiano.

«Quello che condivido nelle mie opere sono esperienze intime e personali, raccontate tramite la suggestione di sensazioni, luoghi e momenti particolari. Sono la descrizione di impercettibili ma potentissime frazioni di secondo, nelle quali mi sento di nuovo intera e profondamente grata per tutto ciò che mi circonda. Colleziono questi momenti preziosi mentre cammino lungo un sentiero, mentre annaffio le piante in giardino o incontro per caso la brezza che arriva dal mare. È la Natura che si fa rivelazione e strumento per questi momenti di pura e semplice felicità. Una Natura con la quale voglio restare in contatto e con la quale voglio stringere un legame sincero di scoperta e comprensione di me stessa. Ho scavato più in profondità dentro di me mentre ero in silenzio a guardare un albero mosso dal vento, piuttosto che scrivendo pagine e pagine di parole senza fine su diari e pezzi di carta. Scelgo i fiori come motivo ricorrente delle mie opere perché rappresentano per me la massima espressione della bellezza, spontanea e senza pretese, della Natura. Racconto attimi di consapevolezza nei quali non mi sento più sbagliata nei confronti del mondo esterno. Guardo un fiore e mi sento sollevata, mentre mi ricordo che tutto è collegato; il mio corpo, la mia testa ed il mio essere non sono estranei al mondo che mi circonda ma, al contrario, ne sono parte integrante. Posso respirare me stessa senza averne paura». (Marta Mariano)

Mostre e premi:  Mostra collettiva Dodici Pose (Roma, 2013); Rassegna internazionale d’arte contemporanea Artistes du Monde, diretta ed organizzata da Marina Picasso (Cannes – Francia -, settembre 2016); Concorso di pittura estemporanea Luci e ombre del Medioevo, presieduto dal maestro Roberto Joppolo. Premiata come terza classificata (Orte – VT -, settembre 2016); International Art Expo 2016, collettiva alla Flyer Art Gallery (Roma, ottobre/novembre 2016); Fiera Arte Piacenza con Associazione “Solo Arte Donna” (Piacenza, 14-16 gennaio 2017); Fiera Arte Genova con Associazione “Solo Arte Donna” (Genova, 17-20 febbraio 2017); Fiera Arte Vicenza con Associazione “Solo Arte Donna” (Vicenza, 7-10 aprile 2017); Concorso di pittura estemporanea Luci e ombre del Medioevo, presieduto dal maestro Roberto Joppolo. Premiata come prima classificata (Orte – VT -, settembre 2017).

Olio puro, mostra personale di Marta Mariano, rimarrà aperta al pubblico tutti i pomeriggi ore 16.00-20.00. Ingresso libero.

 

“Allestire divertendosi”. Backstage mostra “Olio puro”, Roma.

“Lo storico d’arte ed i suoi strumenti” con Maria Isabella Safarik. Backstage mostra “Olio puro”, Roma.

Mostra di pittura “Olio Puro” di Marta Mariano, Vernissage 14 marzo. L’artista, Maria Isabella Safarik e Virginia Vandini. Foto AgrPress

Luci ed ombre del Medioevo II, olio su tela, cm, 70×60, primo premio al Concorso di pittura estemporanea di Orte, 2017.

La Street Art degli architetti dell’Università La Sapienza di Roma

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Gli architetti si sono avvalsi dei loro attrezzi del mestiere, strumenti di misurazione, filo, paletti e di attrezzi da cantonieri, vernice bianca e pennello, per questa installazione semipermanente davvero suggestiva. L’idea originale degli architetti, docenti, dottorandi e studenti, dell’Università La Sapienza è diventata realtà: la facciata dell’edificio sede dell’Ateneo è stata disegnata sul selciato di sanpietrini di Piazza Borghese a Roma, in corrispondenza della direttrice che collega Piazza di Spagna al quadrante di Palazzo di Giustizia e Piazza Navona.

Il risultato è incredibile visto dalla piazza e soprattutto dall’alto. I messaggi lanciati sono molteplici, dal riprendiamoci la città che soffre di trascuratezza al portiamo fuori dalla scuola le nozioni apprese. Per i non-architetti che chiamano “disegnini e scarabocchi” le annotazioni grafiche che gli architetti fanno durante progettazione e realizzazione è un grave monito: non sottovalutateci! E’ nota la permalosità in fatto di diminutivi di chi ha ottenuto con sudore e sangue titoli accademici e con doppia fatica un ruolo lavorativo professionale. Mi includo nella categoria che vede rosso quando decenni di studi vengono sminuiti dal facilone di turno. Da questo bisogno nasce la condivisibile voglia di riscatto su larga scala e con qualcosa di diverso, veramente nuovo. Perchè pare che costruire palazzi, restaurare monumenti, progettare le case in cui viviamo non sia sufficiente agli occhi dei più.

“Roma è in decadenza da sempre, o quasi: sono quasi duemila anni che vive nel ricordo e nel rimpianto del suo passato. Però […] Roma ha saputo decadere con dignità e persino con stile. Non conosco una città che sappia peggiorare meglio di Roma”. (Giulio Carlo Argan, citazione in apertura del Forum Declinare Roma)

A parte il meritevole risultato estetico e inventivo la più grande qualità, subito dopo quella di novità, è che gli autori si sono divertiti. Ho voluto definire l’opera di questi architetti artisti autori del disegno degli street-artists proprio per la coesistenza delle componenti caratteristiche di questa branca dell’arte urbana, la ribellione e il godimento. Ci sono inilte dignità e stile della modalità espressiva. Mi piace tantissimo!

Ovviamente le foto che ho fatto sono insufficienti per documentare questo interessantissimo “fatto d’arte urbana”, e quindi, come ripeto sempre, andate a vedere coi vostri occhi!

Gli architetti disegnano in piazza. ROMA – Tutti insieme, pennelli alla mano, per proiettare sulla storica piazza Borghese il disegno della facciata della loro facoltà. Succede il 6 giugno a Roma … alla vigilia del convegno “Declinare Roma” organizzato per il 7 e 8 giugno dal Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell’Architettura, la Scuola di Dottorato … disegnerà sui sampietrini della piazza il profilo schematico della facciata del palazzo che ospita la Facoltà. Il disegno, immaginato come “una proiezione della Scuola verso la città”, verrà realizzato da docenti, Dottori e Dottorandi guidati dalla docente Emanuela Chiavoni. (Fonte Ansa)

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma (panoramica effetto lente). Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma (panoramica effetto lente). Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su carta della sede della Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma in Piazza Borghese 9. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su carta della sede della Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma in Piazza Borghese 9. Foto Safarik Art Magazine

Facciata della sede della Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma in Piazza Borghese 9 a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma in Piazza Borghese 9 a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Foto aerea della sede della Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma in Piazza Borghese. Foto Ansa

Foto aerea della sede della Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma in Piazza Borghese. Foto Ansa

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Interno della Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma in Piazza Borghese 9. Foto Safarik Art Magazine

Interno della Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma in Piazza Borghese 9. Foto Safarik Art Magazine

Installazione tecnica nella Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma. Foto Safarik Art Magazine

Installazione tecnica nella Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma. Foto Safarik Art Magazine

Installazione tecnica nella Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma. Foto Safarik Art Magazine

Installazione tecnica nella Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma. Foto Safarik Art Magazine

Avviso ai Laureandi. Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma. Foto Safarik Art Magazine

Avviso ai Laureandi. Facoltà di Architettura de La Sapienza di Roma. Foto Safarik Art Magazine

Disegno architettonico su Piazza Borghese a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Il grande successo delle letture dantesche in cripta

Scala elicoidale (1605-11) cosiddetta del Bernini, dall'alto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dell'architetto Flaminio Ponzio. Gianlorenzo Bernini ed il padre sono da poco giunti a Roma da Napoli e la Cappella Paolina, per papa Paolo V Borghese, è la prima collaborazione ad una commissione importante, soprattutto per il giovane Gianlorenzo, che, diversamente da come si crede, non ha firmato il progetto per questa scala a chiocciola, il cui progetto è del Porzio, ma che ha fatto tesoro dell'esperienza per la successiva fabbrica in Vaticano, dove si trasforma nell'abbraccio del colonnato. Nella Basilica mariana vi è la tomba della famiglia Bernini. La scala a chiocciola è metafora perfetta per la discesa di Dante all'Inferno, il suo passaggio nel Purgatorio e la sua ascesa al Paradiso, con la simbologia del cerchio, di cui l'ellissi è la figura deformata, che porta in basso quanto in alto. Discesa e risalita da sempre affascinano l'uomo. Foto SAM

Scala elicoidale (1605-11) cosiddetta del Bernini, vista dall’alto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dell’architetto Flaminio Ponzio. Gianlorenzo Bernini ed il padre sono da poco giunti a Roma da Napoli e la Cappella Paolina, per papa Paolo V Borghese, è per loro la prima collaborazione ad una commissione importante, soprattutto per il giovane Gianlorenzo, che, diversamente da come si crede, non ha firmato questa scala a chiocciola, il cui progetto è del Porzio, ma che ha altresì fatto tesoro dell’esperienza per la successiva fabbrica in Vaticano. Nella Basilica mariana vi è la tomba della famiglia Bernini, proprio dove è stato piantato il seme di un grande trionfo artistico. La scala a chiocciola è metafora perfetta per la discesa di Dante all’Inferno, il suo passaggio nel Purgatorio e la sua ascesa al Paradiso, con la simbologia del cerchio, di cui l’ellissi è la figura deformata. Discesa e risalita da sempre affascinano l’uomo.  Foto Safarik Art Magazine.

L’appuntamento Dante per tutti in cripta sta richiamando tanti appassionati e neofiti della Divina Commedia: solo posti in piedi all’ultima lettura di dicembre. Il XXVI canto dell’Inferno, l’incontro di Dante con lo spirito dannato di Ulisse, interpretato dallo storico dell’arte Luca Maria Spagnuolo nella cripta della Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone, in via dei Banchi Vecchi, 12 a Roma, ha riscosso il favore del pubblico. Chi scrive l’ha adorato..ma io Dante lo conoscevo già. Le centinaia di persone intervenute, mettendo in pausa lo shopping natalizio, non erano tutti dantisti, umanisti, latinisti. Appunto perché conosco Dante sono consapevole del carisma di un testo sempre coinvolgente. Sono entrata nella cripta, che per gli scettici è assai confertevole, con lo stress che una città sotto le feste ti mette addosso e ne sono uscita rigenerata e arricchita. Spagnuolo tiene banco per un’ora che vola via leggera, tra riferimenti ad opere d’arte, come la quattrocentesca Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano e brani del dramma popolare medievale sacro. Un giovane ragazzo di grande cultura e dall’impagabile passione. I prossimi appuntamenti sono attesissimi.

Ercole mise sullo stretto di Gibilterra un segno tangibile del limite invalicabile, le Colonne d’Ercole, su cui scrisse “non plus ultra”, “acciò che l’uom più oltre non si metta” (Dante, Inferno XXVI, vv. 109-111). Non più oltre dunque Ulisse doveva spingere la sua curiosità per non incorrere nell’ira divina, ma egli perché “fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” se ne infischiò. Il gorgo elicoidale delle acque   inghiottì Ulisse e i suoi compagni, tra cui Diomede, l’altra lingua della biforcuta fiamma, che li punisce in eterno per il loro peccato.

L’iniziativa Dante per tutti è patrocinata dalla Società Dante Alighieri, l’ingresso è libero quindi non avete scuse per non venire giovedì 18 gennaio 2018 alle 19.30 per il XXXIII canto dell’Inferno sul Conte Ugolino. Il programma completo lo trovate sulla pagina Facebook Dante per tutti.

Abbiamo bisogno di scendere nel sottosuolo per risalire a rivedere le stelle…

Ho chiesto a Luca Maria Spagnuolo:

“Cosa vuoi dirci a margine di questo percorso di lettura di Dante e a cosa credi sia dovuto questo successo di pubblico?”

La sua risposta è stata sorprendente:

“Il significato della mia iniziativa risiede anche nel luogo presso il quale svolgo gli incontri danteschi.
Il primo a leggere e commentare la Divina Commedia fu nel 1373 Giovanni Boccaccio, presso la Chiesa di Orsanmichele di Firenze. E la mia iniziativa non si svolge in un luogo sacro, ma pur sempre presso la Cripta di una Chiesa: è insomma un tentativo di ritorno alle origini. Sono dell’avviso, infatti, che per poter essere davvero moderni bisogna riuscire ad essere antichi. Si parla spesso della “modernità di Dante”, ma a me sinceramente interessa più la sua antichità. Perché in quella antichità ritrovo me stesso e tutto quello che mi circonda. E credo che una delle chiavi di successo della mia iniziativa risieda anche in questo approccio, diciamo, “storico”. Se più di cento persone si riuniscono ogni settimana in una Cripta di una Chiesa non è certo per assistere ad uno spettacolo sulla Divina Commedia, ma per sentire Dante. Il pubblico ha bisogno di sapere e di capire ciò che ha intorno. E se è una grande emozione leggere e commentare la Divina Commedia ogni settimana, ancora più entusiasmante è forse vedere tante persone condividere il tuo pensiero. E già i Greci lo avevano capito. All’ingresso dell’oracolo di Delfi era scritto: “conosci te stesso”. Come a dire: vuoi conoscere il futuro? Impara prima a conoscere te stesso.

Foto. Scala elicoidale (1605-11) cosiddetta del Bernini, vista dall’alto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dell’architetto Flaminio Ponzio. Gianlorenzo Bernini ed il padre sono da poco giunti a Roma da Napoli e la Cappella Paolina, per papa Paolo V Borghese, è per loro la prima collaborazione ad una commissione importante, soprattutto per il giovane Gianlorenzo, che, diversamente da come si crede, non ha firmato questa scala a chiocciola, il cui progetto è del Porzio, ma che ha altresì fatto tesoro dell’esperienza per la successiva fabbrica in Vaticano. Nella Basilica mariana vi è la tomba della famiglia Bernini, proprio dove è stato piantato il seme di un grande trionfo artistico. La scala a chiocciola è metafora perfetta per la discesa di Dante all’Inferno, il suo passaggio nel Purgatorio e la sua ascesa al Paradiso, con la simbologia del cerchio, di cui l’ellissi è la figura deformata. Discesa e risalita da sempre affascinano l’uomo.  Foto Safarik Art Magazine.

New Opening Rinascente Flagstore Roma: tutta Roma è qui

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Roma, giovedì 12 ottobre 2017 apre il nuovo negozio Rinascente su 8 piani in Via del Tritone. Migliaia di persone partecipano alla grande festa fino a tarda sera. L’evento nell’evento è il recupero dell’Acquedotto Vergine emerso dalle fondamenta durante i lavori sul palazzo, la cui valorizzazione è stata tutta a carico della privata società committente. “La cultura prende vita” recita il sito Rinascente: “Il piano -1 presenta più di un elemento di unicità nel panorama dei department store, primo fra tutti il sito archeologico con i resti dell’Acquedotto Vergine. Un acquedotto romano inaugurato da Augusto nel 19 a.C, dedicato all’alimentazione di quasi tutte le più imponenti e grandiose fontane del centro, inclusa la Fontana di Trevi“.

Roma non è stata costruita in un giorno. E nemmeno la Rinascente. Dopo 11 anni di lavoro, stiamo per presentarvi il nostro secondo Flagship Store.”

Il famoso Brand di moda, bellezza, arredamento e gastronomia non sente il peso dei suoi 150 anni di storia e si descive al mondo come “The Italian Department Store with the Best in Fashion, Beauty, Design, Gourmet Foods. Where shopping is inspiring and events are amazing“.

Gli storici punti vendita di Roma, in Piazza Fiume e Via del Corso (adesso sostituito nel multipiano da Zara) sono sempre stati considerati un punto di riferimento dei romani dal gusto per il vestire classico e raffinato e dai tutisti in cerca delle marche italiane più ricercate all’estero.

La società thailandese Central Retail Group of Companies ha rilevato il gruppo dei Grandi Magazzini Rinascente, fondata dai fratelli Bocconi, poi passata nella proprietà Borletti ed in seguito Agnelli. Il Soprintendente di Roma Prosperetti, mettendo in evidenza il ruolo di controllo svolto dalle istituzioni sui lavori di recupero, ha detto che “la scoperta di ben 15 arcate dell’Acqua Vergine, tra i più cospicui pezzi di acquedotto romano all’interno della città, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, ha permesso la creazione di una nuova e preziosa area archeologica all’interno di Rinascente” (fonte web).

Ho tantissimi ricordi legati alla Rinascente ed ora è bello sapere che un’operazione filantropica di una grande società permette ai romani di oggi di fruire delle memorie storiche romane, reintegrate nella vita della città, perfino rese di nuovo produttive in un modo del tutto diverso, tra brand di abbigliamento e corner gourmet. La storia romana è aperta al pubblico.

Tutta Roma è qui: quattro parole che bastano per raccontare l’inaugurazione. Una vera festa per i romani, accorsi in via del Tritone e restare letteralmente a bocca aperta. Incredibile, entusiasmante, ben fatto.

Per i seguaci della moda e delle mode oggi sono IN le sneakers Gucci, temakino, i trucchi Laboutin, l’acqua aromatizzata alla fragola, mentre OUT il mocassino ricamato in velluto da uomo, il croissant ripieno di prosciutto, i profumi per ambiente con i legnetti. Anche quando tutto sembra perduto qualcosa di sorprendentemente bello succede a Roma.

Da scoprire la Vitra Accessories Collection, i cinque Girard Ornaments pendenti di design originale del 1957 del genio francese Alexander Girard, le cui statuine irriverenti rappresentano la famiglia e un piccolo diavolo di legno e possono un complemento d’arredo nei salotti più ambiziosi.

Un ringraziamento all’impeccabile personale della Rinascente, il vero valore aggiunto ad un location speciale e una selezione di lusso a portata di mano.

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Vitra Accessories Collection. Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Vitra Accessories Collection.Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Vitra Accessories Collection.Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

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Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

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Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

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Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

 

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

Rinascente new opening Flagship Store Roma. Foto Safarik Art Magazine

 

Fontana delle Cariatidi a Roma

Fontana delle Cariatidi - Piazza dei Quiriti - Roma. Foto Safarik Art Magazine

Fontana delle Cariatidi – Piazza dei Quiriti – Roma. Foto Safarik Art Magazine

 

Fontana delle Cariatidi – Piazza dei Quiriti – 1924 – Prati di Sant’Angelo – Roma. 
Staremo qui sedute senza aspettare. 

Le quattro figure di donne nude sedute che sorreggono la vasca superiore della fontana fecero scandalo negli ambienti più conservatori. La nudità e la postura provocante ebbero molti detrattori, i quali si erano già scagliati contro la simile ardita Fontana delle Naiadi di Piazza Esedra (della Repubblica). Lo scultore Attilio Selva collocò la sua opera nel centro della piazza circolare, a sua volta, al centro di un giardinetto intimo circolare.

Come arrivarci..
Altre notizie..

Cortili Aperti a Roma

Cortile Palazzo Del Drago, Roma, Via dei Coronari. Foto Safarik Art Magazine

Cortile Palazzo Del Drago, Roma, Via dei Coronari. Foto Safarik Art Magazine

Cortili aperti Roma: ingresso libero sabato 20 e domenica 21 maggio 2017 fino al tramonto. Trenta siti storici eccezionalmente aperti al pubblico e gratuiti. Giornata Nazionale A.D.S.I., Associazione Dimore Storiche, col patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Con il contributo di Engel & Völkers (foto rivista trimestrale GG, le più belle case nel mondo, Happy Holidays edition) ed il sostegno di Banca del Fucino.

Open courtyards in Rome. Thirty splendid courtyards of the most celebrated private roman palaces is open to visit. Free entrance.

Cortile di Palazzo Del Drago, Via dei Coronari, 44. Il palazzo costituì la prima residenza a Roma della famiglia di origine viterbese Del Drago, costruito su alcune case acquistate nel 1557. La famiglia si trasferì nell’Ottocento nel palazzo al quadrivio della Quattro Fontane, appartenuto alla regina Maria Cristina moglie di Ferdinando VII re di Spagna, ma mantenne fino alla metà del Novecento la proprietà del palazzo ai Coronari. Questo presenta una facciata a bugnato in stucco; al piano terra è il portale decentrato con bugne a raggera ed una serie di botteghe; all’ammezzato finestre con inferriate con cornice semplice; al primo e al secondo piano nove finestre ravvicinate due a due, con architrave sorretto da mensole quelle del primo, ad arco sormontato da architrave quelle del secondo piano. Il cornicione sorretto da modiglioni è ornato da rosette. Nel palazzo fu incorporata l’antica chiesa di S. Salvatore de inversis, ricordata già in una bolla di Alessandro III del 1177, restaurata nel 1681 dal canonico vaticano Mario Del Drago. Residenza della grande attrice, recentemente scomparsa, Mariangela Melato. 

L’attico della Melato è stato messo in vendita per 4 milioni di euro. “Il volto dell’attrice appare un po’ ovunque – scrive il ‘Corriere della Sera’ (foto del salone) che pubblica anche la foto di un salone della casa – si scorge facendo un po’ di attenzione anche su un cuscino. Ma è il contesto a svelare il gusto di un’intellettuale raffinata, attenta, lontana da qualsiasi volgarità. Al centro del salone, per esempio, compare il famoso ‘tavolo con ruote’ di Gae Aulenti, del 1980. Più in là una bella lampada Tiffany, simbolo assoluto del liberty”. “Per il resto gli spazi appaiono sobriamente vuoti, arredati da chi non vuole riempire troppo, né strafare – si legge sul quotidiano – Siamo nel centro storico, proprio nel suo cuore, sono gli ultimi piani di palazzo del Drago in via dei Coronari, seconda metà del ‘500. La terrazza guarda su tutta Roma. L’abitazione è vasta, sono 240 metri quadrati, i saloni sono due: il primo all’ultimo piano del palazzo, il secondo nell’altana che ha poi una fantastica terrazza panoramica”. L’appartamento non è visitabile, ma potete immaginare qualcosa sbirciando le finestre del cortile tra alberi di nespole, bouganville, rose,  e piante rampicanti.

Salone della residenza dell'attrice Mariangela Melato in Palazzo Del Drago, Roma, Via dei Coronari, con suo ritratto. Foto Corriere della Sera

Salone della residenza dell’attrice Mariangela Melato in Palazzo Del Drago, Roma, Via dei Coronari, con suo ritratto. Foto Corriere della Sera

Affreschi dell'ingresso di Palazzo Del Drago, Roma, Via dei Coronari, con suo ritratto. Foto Safarik Art Magazine

Affreschi dell’ingresso di Palazzo Del Drago, Roma, Via dei Coronari. Foto Safarik Art Magazine

Via dei Coronari, vicino Palazzo Del Drago, Roma. Foto Safarik Art Magazine

Bouganville a Via dei Coronari, vicino Palazzo Del Drago, Roma. Foto Safarik Art Magazine

Residenze da favola. Tenuta di Southlake in Texas, dalla rivista GG delle più belle case del mondo, Engel & Volkers.

Residenze da favola. Tenuta di Southlake in Texas, dalla rivista GG delle più belle case del mondo. Happy Holidays Edition 2017, Engel & Volkers.

Cortile Palazzo Del Drago, Roma, Via dei Coronari. Foto Safarik Art Magazine

Cortile Palazzo Del Drago, Roma, Via dei Coronari. Foto Safarik Art Magazine

Experience Roma 2017

Experience Roma 2017, foto Safarik Art Magazine

Experience Roma 2017, foto Safarik Art Magazine

L’apparato fittizio che ho visto stamattina sulla chiesa in Via del Corso suggerisce che domenica Claudia Gerini verrà beatificata in Piazza San Pietro. L’esposizione dell’immagine è pratica comune per i santi, beati e gli ostaggi politici. L’illusione è perfetta.

La chiesa della Santissima Trinità degli Spagnoli in via dei Condotti a Roma, edificata a metà Settecento, di questo secolo contiene il gusto per l’effimero con il decoro interno ridondante di stucchi ed il trionfo del finto marmo, che sostituisce, ovunque tranne nel pavimento, quello vero in varietà di striature e colori. Il frivolo tardobarocco e rococò sceglie per le arricchire con leggerezza le proprie architetture stucchi e trucchi.

La Santa Claudia Gerini (probabilmente morta quando il mio wi-fi era rotto, il telefono scarico e la televisione guasta), a quanto pare è riconosciuta degna di ascensione al Paradiso, da dove può intercedere a favore dei fedeli che la pregano e ne viene autorizzato il culto pubblico, ovvero la pubblicità.

Il culto pubblico delle persone venerabili nel Ventunesimo secolo è sostanzialmente ormai uguale a quello del Settecento ed ha riconquistato con forza le antiche location, come le facciate delle chiese. L’esperienza estetica #roma #2017 è talmente sorprendente da essere sublime.

The Beatles: 1965 in Rome.

1965: The Beatles in Rome (Teatro Adriano). Fotografia di Carlo Riccardi in Archivio Riccardi

1965: The Beatles in Rome (Teatro Adriano). Fotografia di Carlo Riccardi in Archivio Riccardi

La mostra “1965: The Beatles in Rome” di 20 foto inedite del fotoreporter Carlo Riccardi, oggi novantenne, racconta lo storico concerto romano del fenomeno musicale planetario dei Beatles. Esposizione imperdibile presso Spazio5, Via Crescenzio 99 (a due passi da San Pietro, Roma) dal 21 aprile al 27 aprile 2017, a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado. L’Archivio Riccardi si conferma come scrigno di tesori sorprendente. Una ventata di interessanti proposte culturali di fotografia, libri, pittura e tanto altro tra storia e attualità. Continua a leggere

Palermo capitale italiana della cultura 2018 – Palermo has been elected as 2018 Italian Capital of Culture

Palermo capitale italiana della cultura 2018. Foto SAM

Palazzo Reale, Cappella Palatina. Palermo capitale italiana della cultura 2018. Foto SAM

Palermo sarà capitale italiana della cultura per il 2018. Designata dalla Giuria presieduta da Stefano Baia Curioni, la vincitrice è stata annunciata oggi dal ministro di beni culturali e turismo, Dario Franceschini. Le altre finaliste erano Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo torinese, Trento e l’Unione comuni elimo-ericini. Palermo has been elected as 2018 Italian Capital of Culture.

Domus Libri, Libreria del Cassaro. “Spesso s’incontra il nostro destino sulla strada presa per evitarlo” (La Fontaine). La libreria storica situata nella zona dei Licei Classici di Palermo (Via Vittorio Veneto, 399), fino agli anni Venti era una tipografia, nel 2017 riapre rinnovata col suo catalogo di libri d’arte, tra cui i Classici Rizzoli, e le più belle collane di romanzi e saggi come Sellerio. Sulla strada tra il mare e Monreale, dove si trovano Piazza Pretoria con la statuaria fontana, i Quattro Canti, il Museo d’Arte Contemporaneo, la Chiesa del SS. Salvatore, la Cattedrale, il Museo Diocesano, Villa Bonanno, il complesso monumentale di Palazzo Reale dei Normanni, questi tesoretti della cultura accompagnano chi passeggia nello spirito siciliano della conservazione delle tradizioni. Abbiamo addirittura l’occasione di apprezzare la socialità antica del panettiere che arriva in bicicletta sulla porta dei negozi offrendo filoni di pane,  biscotti e due chiacchiere. L’acquisto e vendita di libri nuovi e usati ha il sapore antico con il valore contemporaneo. A gestirla Fabio Di Ganci col fare del libraio bibliotecario: ad ogni persona il suo libro, ad ogni età una lettura.

Palermo capitale italiana della cultura 2018. Foto SAM

Libreria storica del Cassaro, Domus Libri. Palermo capitale italiana della cultura 2018. Foto SAM

Palermo capitale italiana della cultura 2018. Foto SAM

Via Vittorio Emanuele. Palermo capitale italiana della cultura 2018. Foto SAM

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Museo Europeo d’Arte Moderna, il nuovo e favoloso MEAM di Barcellona

Mer (Badajoz, n. 1954), Emma (2003), marmo bianco di Carrara, cm. 85x172x77. Barcellona, MEAM, Museo Europeo d'Arte Moderna

Mer (Badajoz, n. 1954), “Emma” (2003), marmo bianco di Carrara, cm. 85x172x77. Barcellona, MEAM, Museo Europeo d’Arte Moderna. Foto Safarik Art Magazine

Il museo d’arte figurativa assolutamente da vedere. Emozionante sorpresa del panorama culturale europeo, aperto nel 2011, il MEAM si candida a pareggiare in pochi anni a pareggiare i numeri, di opere d’arte e di visitatori, dei più titolati musei del vecchio continente. La collezione è work in progress, si aggiorna e ingrandisce, ma così fluidamente che non si sente il peso di ciò che manca nè la coerenza di precedenti allestimenti. Hic et nunc il MEAM è perfetto. L’ho amato da subito. Uscita dal Museo Picasso, con le sue migliaia di opere quotatissime, dietro l’angolo ho trovato quel che non cercavo – serendipity -, l’entusiasmo! Picasso è sempre lo stesso. I tanti artisti raccolti e presentati al MEAM rappresentano gli ultimi cinquant’anni di pittura europea figurativa con la dovuta precisione, rispettando la sfaccettatura delle raffigurazioni di persone, cose, situazioni. Spogliare, questa la parola adeguata. Il nudo, più dei visi che dei corpi, prende profondità. Le opere d’arte nelle sale giocano tra loro: pittura e scultura si intrecciano. L’impronta iperrealista dei dipinti colpisce fortemente il visitatore. Avvolgente: la parola per il sentimento che esce. L’arte che sembra nata per respingere col la sua naturalità invece accoglie inaspettatamente, come succede quando non hai aspettative. La scultorea ragazza all’ingresso, sdraiata in ammirazione, mani sotto il mento, a pancia in giù, Emma, quale manga di benvenuto condensa la sorpresa.

Eloy Morales Ramiro (Madrid, n. 1973), "La pintura en mi cabeza" (2010), olio su tavola, cm. 160x160. Barcellona, MEAM, Museo Europeo d'Arte Moderna. Foto Safarik Art Magazine

Eloy Morales Ramiro (Madrid, n. 1973), “La pintura en mi cabeza” (2010), olio su tavola, cm. 160×160. Barcellona, MEAM, Museo Europeo d’Arte Moderna. Foto Safarik Art Magazine

Le collezioni di arte del Museu Europeu d’Art Modern si trovano nel Palau Gomis, in Calle de Ferro 5, uno dei più importanti palazzi della fine del Settecento della Barcellona napoleonica, edificato nel 1791 su progetto dell’architetto catalano Joan Garrido i Bertran. Il palazzo nella Ciudad Vella, città vecchia. fu fatto costruire dal mercante Gomis, fu residenza del generale lecchi, che comandava le truppe di napoleone in Catalogna. Attraverso il cortile si accede con una scala in ferro ai tre piani, il primo, il piano nobile conserva le decorazioni murali della fine del XVIII secolo, con colori sgargianti, stucchi policromi, apparati architettonici fittizi delicatissimi, soprattuto nel salone centrale, utilizzato ancora per i concerti, per l’acustica particolare dovuta al soffitto alto dieci metri. Nel secondo piano colpiscono le travi in legno e il clima più raccolto, nell’ultimo piano il piccolo spazio ancora più segreto. Gli artisti in catalogo (ad 2015) sono 384 tra pittori e scultori di 90 paesi,  consegnano nel 1600 mq del Museo una media di due opere ciascuno e nasce da una competizione di arte figurativa della Foundacion de las Artes y los artistas di Barcellona.

Johannes Wessmark, "Lance" (2011) e altre opere. Barcellona, MEAM, Museo Europeo d'Arte Moderna. Foto Safarik Art Magazine

Johannes Wessmark, “Lance” (2011), al centro, e altre opere esposte. Barcellona, MEAM, Museo Europeo d’Arte Moderna. Foto SAM

“Many men expect applause from others in order to become the best, and with this their vulgarity is clearly shown. No flower awaits applause from the other flowers for being the most beautiful, nor does any tree for being the tallest, or a horse or a dog for being the strongest, the most graceful or the best pedigree. Simply, in this straightforward “being” the best, nature gives them the inner satisfaction that the man that needs the applause of others never finds it.” (cit. MEAM)

“Molti uomini aspettano l’applauso dagli altri per diventare migliori e con questo la loro volgarità è chiaramente mostrata. Nessun fiore aspetta applausi dagli altri fiori per essere il più bello, né alcun albero per essere il più alto, o un cavallo o un cane per essere il più forte, il più grazioso o con il migliore pedigree. Semplicemente, in questo semplice “essere” il migliore, la natura dà loro la soddisfazione interiore che l’uomo che ha bisogno l’applauso degli altri non lo trova.”

I nudi sono il soggetto predominante dell’esposizione permanente. Le tecniche varie. Il giorno prima dell’ultimo giorno dell’anno 2016, all’ora di pranzo, visito questo museo. Mi sono già lasciata andare a scrivere il piacere e l’emozione. Scelgo qualche opera dalle sale, ma ho l’imbarazzo della scelta. L’atmosfera non si può ben descrivere. Le immagini parlano da sole. Il valore economico non fa il valore artistico, non esiste solo Picasso.

Juan Bautista Nieto (Sevilla, n. 1963), "Desnuda de espaldas" (2006) in alto - "Isabel con jersey rojo" (2007) in basso, Barcellona, MEAM, Museo Europeo d'Arte Moderna. Foto SAM

Juan Bautista Nieto (Sevilla, n. 1963), “Desnuda de espaldas” (2006) in alto – “Isabel con jersey rojo” (2007) in basso, Barcellona, MEAM, Museo Europeo d’Arte Moderna. Foto SAM

Barcellona, MEAM, Museo Europeo d'Arte Moderna. Foto SAM

Barcellona, MEAM, Museo Europeo d’Arte Moderna. Foto SAM

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Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia

Anfore con coralli, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

Anfore con coralli, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto Safarik Art Magazine

La Sicilia, isola situata in uno dei mari più ricchi al mondo per il patrimonio culturale sommerso, ha una lunga storia di ricerche sottomarine, i cui risultati sorprendenti sono esposti in Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia” fino a marzo 2017 nel Palazzo Reale di Palermo, nella mostra allestita presso le Sale Duca di Montalto a Palazzo dei Normanni (ingresso P.za Indipendenza). La caccia ai tesori si è trasformata in archeologia subacquea, una scienza articolata ed appassionante, che, tra palombari ed appassionati, ha mobilitato grandi investimenti finanziari, attingendo oggi alle più moderne tecnologie adoperate da personale altamente specializzato. «Il Mediterraneo? Una spugna che si è imbevuta di ogni conoscenza», scriveva lo storico francese Fernand Braudel.

Sicily, island located in one of the richest seas in the world for the underwater cultural heritage, has a long history of underwater research, the surprising results are shown in the “Mirabilia Maris. Treasures from the seas of Sicily” until March 2017 in the Palace Reale of Palermo, in the exhibition at the Sala Duca di Montalto in Normanni’s Palace (entrance Piazza Indipendenza). The treasure hunt has turned into underwater archeology, an articulate and fascinating science, which, among divers and enthusiasts, has mobilized huge financial investments, drawing today the most modern technologies in use for a highly specialized personnel. “The Mediterranean? A sponge that has been soaked in all knowledge, “wrote the French historian Fernand Braudel.

I reperti ritrovati nei fondali che circondano la Sicilia sono molto eterogenei. Dai tempi degli antichi romani le numerosissime spedizioni di merci via mare andate a buon fine hanno segnato una buona percentuale di perdita di materiali ed equipaggi prevalentemente in tempeste. Agli affondamenti per le condizioni di mare avverse si aggiungono casi di ammutinamento e pirateria. Ogni cosa si trasportava per mare, dalle derrate alimentari, alle materie prime, ai beni personali, agli oggetti d’arte. Il mare che custudisce le materie più resistenti, spesso le trasforma, colonizzandole con le proprie colonie di coralli e alghe. Ceramiche, piatti, contenitori di coccio, anfore emergono in massa. La mostra, però ci svela anche altri reperti inaspettati.

Ho chiesto al personale in mostra quale fossero i loro oggetti esposti preferiti e cosa notassero apprezzato dai visitatori. La custode Mariagrazia, nei giorni prima di Natale, mi suggerisce che la grande anfora con la pianta di corallo che l’ha usata come sito si crescita è molto suggestiva, infatti, come vedete nella foto di copertina, mancano solo i colori vivaci per renderla un’opera d’arte ideale esposta in una galleria d’arredo in centro città. Il custode Vincenzo, con la pragmaticità maschile, mi propone di guardare i piatti per il pesce con il caratteristico avvallamento centrare per la salsa garum, perfettamente conservati, in vernice nera.

La mostra è decisamente bella: mi è piaciuta tantissimo. Da mettere in agenda se siete a Palermo tra un cannolo di ricotta e una passeggiata a Mondello. Il biglietto doppio permette di ripercorrere le sale del Palazzo Reale e di ammirare la Cappella Palatina, prima di immergersi in mare.

Anfore in stiva, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

Anfore in stiva, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

Piatti per pesce, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

Piatti per il pesce, ceramica campana 300-280 a.C., Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

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La velocità delle immagini in esposizione all’Istituto Svizzero di Roma

Giacomo Balla, Paesaggio - sensazione di cocomero, 1918, Roma, Istituto Svizzero. Foto SAM

Giacomo Balla, Paesaggio – sensazione di cocomero, 1918, Roma, Istituto Svizzero. Foto SAM

Roma è fatta di salite a cui l’urbanistica risponde con scale. L’arte è fatta di luci a cui l’artista risponde a modo suo.

All’Istituto Svizzero in Via Ludovisi 48 (Via Veneto, Roma) si inaugura il 26 ottobre 2016 l’Esposizione collettiva d’arte contemporanea “La velocità delle immagini”, una riflessione tra velocità, modernità ed arte. Continua a leggere

I volti nei tronchi di Roma scolpiti dal giovane Andrea Gandini

Andrea Gandini, Troncomorto 27, Roma, Via Cola di Rienzo, scultura in legno, 2016. Foto Safarik Art Magazine

Una delle proposte artistiche più interessanti nella Roma assopita del seondo decennio del Duemila è Andrea Gandini, giovane liceale, scultore del legno. Bello, bravo e simpatico: il Troncomorto. Aggettivi che userei per un ragazzo si adattano a meraviglia alle sue opere d’arte, i volti nel legno. Simpatico, si legga qui, nella mia visione personale, come fatto che suscita la mia attenzione. Continua a leggere

Recuperate tutte le opere del pittore cinquecentesco Cola dell’Amatrice dopo il terremoto nel Centro Italia del 24 agosto 2016.

Amatrice - Recupero dei beni culturali dopo il terremoto del 24-08-2016 nel centro Italia © Foto protezione civile

Amatrice – Recupero dei beni culturali dopo il terremoto del 24-08-2016 nel centro Italia © Foto protezione civile

A meno di 10 giorni dal terremoto che ha colpito Lazio, Marche e Umbria, è in atto il piano di recupero del patrimonio culturale, accanto alle operazioni a sostegno della popolazione e della messa in sicurezza del territorio. Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice, pittore, architetto e scultore (Amatrice, 1480/89 – Ascoli Piceno, 1547-1559), è la personalità del passato di maggior spicco nel paese da cui prende il nome d’arte. Il museo a lui intitolato, sconosciuto ai più, come lo stesso artista è lesionato, ma le colonne hanno retto e alcune pareti, mentre le macerie sono state rimosse con successo recuperando ogni opera, alcune completamente senza danni. Continua a leggere

Pokemon Go: caccia ai luoghi d’interesse storico artistico.

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“Pare Na Chiesa”, Piazza di Campo Marzio, ingresso laterale della Chiesa e Monastero di Santa Maria in Campo Marzio, foto SAM da App Pokemon Go

Tutti a caccia di Pokemon! Ebbene c’è un risvolto positivo, anche per quelli che non hanno acquistato le azioni della Nintendo. Col mio fedele Iphone al guinzaglio passeggio velocemente per le vie di Roma per solite e insolite commissioni. L’applicazione Pokemon Go aperta a consumare tutta la batteria. In Piazza di Campo Marzio si apre il Pokestop “Pare Na chiesa”, dietro Palazzo Chigi. Ho iniziato a giocare a Pokemon Go per svago, curiosità e nostalgia della prima versione per Game Boy della Nintendo, oggi società in incredibile ascesa per il lancio del primo gioco in realtà aumentata, in cui cioè la partita si svolge sulla mappa reale sfruttando la geolocalizzazione GPS degli smartphone e visualizza gli elementi di gioco su sfondo ripreso in diretta dalla fotocamera. La ricerca dei Pokestop, dove ottenete strumenti di gioco, è divertente quanto quella la caccia ai mostriciattoli, anzi è una fonte sorprendente di spunti culturali. Pokemon Go ha un pregio culturale non indifferente. Continua a leggere

Joseph Klibansky, Mixed Media Artist da tenere d’occhio

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Joseph Klibansky, Elements of Life, resina e oro. Foto Safarik Art Magazine (AM Ph.)

Joseph Klibansky, giovane talento originario del Sudafrica domiciliato nei Paesi Passi, inserito dalla rivista Quote nella Top 100 dei giovani milionari del 2016: una sua opera è quotata tra i 20 e i 50 mila dollari. Eccitante, colorato, divertente, luminoso.

Opere cristalline e immediatamente comunicative, lontano dalla banalità che rischiano soggetti come teschi e farfalle. Meravigliosamente inspiegabile e meravigliosamente bello. Un giovane talmente bello nell’esporre il suo lato artistico che lo si direbbe dannato. Continua a leggere

Gilles Aillaud: meteore

Gilles Aillaud - Evasioni

Gilles Aillaud – Evasioni

Ocra il muro e la sagoma del ramo, grigia la finestra e la coda. Da un cassetto esce un invito elegante e vintage alla mostra Gilles Aillaud – Evasioni. Il cartoncino giallo raffigura un muro di mattoni e una finestra dalla quale un felino selvatico sta evadendo. Lo riconosciamo per la  lunga coda tigrata.. forse il rarissimo leopardo delle nevi.
La mostra del 2007 all’Accademia di Francia a Roma proponeva una retrospettiva del pittore e scenografo Gilles Aillaud (1928-2005), celebre per gli animali chiusi in gabbia o da recinti, dietro reti, sbarre o vetrate.  L’opera, nella giustapposizione dei colori caldi e freddi tiene l’osservatore in tensione con il  leopardo che si eclissa dagli sguardi indiscreti dei visitatori dello zoo, il primo Grande Fratello inventato e sperimentato sugli animali. La meteora che passa è il selvaggio animale che cerchiamo d’ingabbiare e il pittore rinchiuso nei musei da cui tenta continue evasioni. L’artista contemporaneo è a suo agio nella veste di meteora che si dà e si toglie continuamente.

4.000 visite: grazie lettori

I folletti delle statistiche di SAFARIKARTMAGAZINE.COM hanno preparato un rapporto annuale 2015 dei lettori di questo blog.

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 4.000 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 3 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Grazie a chi legge, a chi esprime un parere, a chi condivide, a chi navigando casualmente è passato da qui, a chi a chi insegue le proprie curiosità sull’arte.

Maria Isabella Safarik