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Gilles Aillaud: meteore

Gilles Aillaud - Evasioni

Gilles Aillaud – Evasioni

Ocra il muro e la sagoma del ramo, grigia la finestra e la coda. Da un cassetto esce un invito elegante e vintage alla mostra Gilles Aillaud – Evasioni. Il cartoncino giallo raffigura un muro di mattoni e una finestra dalla quale un felino selvatico sta evadendo. Lo riconosciamo per la  lunga coda tigrata.. forse il rarissimo leopardo delle nevi.
La mostra del 2007 all’Accademia di Francia a Roma proponeva una retrospettiva del pittore e scenografo Gilles Aillaud (1928-2005), celebre per gli animali chiusi in gabbia o da recinti, dietro reti, sbarre o vetrate.  L’opera, nella giustapposizione dei colori caldi e freddi tiene l’osservatore in tensione con il  leopardo che si eclissa dagli sguardi indiscreti dei visitatori dello zoo, il primo Grande Fratello inventato e sperimentato sugli animali. La meteora che passa è il selvaggio animale che cerchiamo d’ingabbiare e il pittore rinchiuso nei musei da cui tenta continue evasioni. L’artista contemporaneo è a suo agio nella veste di meteora che si dà e si toglie continuamente.

Prendere tempo. Teatro delle esposizioni #6. Accademia di Francia a Roma.

Portrait de jeune homme avec les cheveux d'Eleonora (de la peinture ne reste qu'un fantôme). Di Mitra Farahani. Foto Safarik Art Magazine

Portrait de jeune homme avec les cheveux d’Eleonora (de la peinture ne reste qu’un fantôme). Di Mitra Farahani. Foto Safarik Art Magazine

L’Academie de France a Roma offre la possibilità ai suoi Pensionnaires di:  perfezionare le loro discipline, stimolare le relazioni e gli scambi culturali, conservare e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale. Gli artisti approfondiscono il loro percorso individuale e si confrontano dinamicamente tra loro e con la città. Il 28 febbraio 2015 l’inaugurazione dell’esposizione delle loro opere. […]

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I BASSIFONDI DEL BAROCCO. LA ROMA DEL VIZIO E DELLA MISERIA IN MOSTRA ALL’ACCADEMIA DI FRANCIA DI VILLA MEDICI

Manfredi, Riunione di bevitori

Manfredi, Riunione di bevitori

10 MOTIVI PER VEDERE LA MOSTRA I BASSIFONDI DEL BAROCCO

  1. Puoi stare tra mendicanti e zingari senza il rischio di essere borseggiato.
  2. l ragazzo nudo col gatto mette d’accordo i gusti di ogni orientamento sessuale.
  3. L’Accademia di Francia è l’unico posto dove mettere le ballerine è chic.
  4. La scalinata di Piazza di Spagna e lo scalone dei cavalli a Villa Medici sostituiscono molte lezioni di walkexercise in palestra.
  5. La caccia al tesoro organizzata da quei burloni dei curatori, che hanno nascosto titoli e autori dei quadri esposti su piccoli pannelli negli angoli delle sale.
  6. Il profumo d’incenso che senti quando esci dall’ascensore della metro a Trinità del Monti.
  7. Scoprire l’esistenza del paesaggismo italianizzante.
  8. Sentirsi in un caffè letterario di Parigi: non capisci cosa dicono, ma suona bene.
  9. Quando esci puoi sederti sotto un albero a villa Borghese e sentirti un novello Goethe.
  10. Invidiarmi perché ero al vernissage, ho mangiato uva e bevuto vino come un bambocciante.

Bassofondo: Definizione e significato di Bassofondo – Dizionario italiano – Corriere.it.

Bassofondo Dizionario del Corriere


ESTRATTO

“Quel che aborriscon vivo, aman dipinto”. (Salvator Rosa)

Lo spettatore, oggi come allora, si rassicura nel momento in cui è chiamato fuori da una realtà turbativa, guardandola senza coinvolgimenti rischiosi.

Uscire a Roma riserva sempre delle sorprese. I bassifondi edulcorati piacciono, sono un bisogno del cittadino che reclama per sé diritti esclusivi. La Roma seicentesca ha le stesse urgenze della Roma del ventunesimo secolo.

“Invaghitisi [molti] della sua maniera [di Caravaggio] l’abbracciavano volentieri, poiché senz’altro studio e fatica si facilitavano la via al copiare il naturale, seguitando li corpi vulgari e senza bellezza” (Bellori).

Il nudo attira sempre lo sguardo del malizioso e del pudico.

I devoti viaggiatori che arrivano a frotte nella Roma del 1600, dovevano restare senza fiato. A bocca aperta sono tutti i personaggi dei quadri e delle sculture barocche.

“Ma le regole del gioco sembrano in qualche modo sovvertite: si fa ricorso agli stereotipi e allo stesso tempo li si altera”.

Diverse sessioni musicali si svolgono asincrone nelle sale di Villa Medici.

La commistione tra reperto antico e i vivi è scritta nel destino di Roma millenaria. Un fiato a volte più pesante, a volte più leggero.

I cosiddetti Bamboccianti, capeggiati idealmente da Pieter Van Laer, “si sono appropriati della committenza della clientela facoltosa, ostacolando gli interessi economici dei pittori affermati” (Eduard A. Safarik – vai al sito)

Il paesaggio è pieno di rifiuti antichi, agli occhi del turista pieno di vestigia antiche tra rifiuti moderni.

Il passato e il futuro attraggono poco il Barocco.

Bartolomeo Manfredi, Nicolas Régnier, Simon Vouet, Valentin de Boulogne,  Pieter van Laer, Pietro Paolini, Cornelis van Poelenburgh.


LEGGI IL SAGGIO LUNGO

I BASSIFONDI DEL BAROCCO.

LA ROMA DEL VIZIO E DELLA MISERIA IN MOSTRA ALL’ACCADEMIA DI FRANCIA DI VILLA MEDICI.

di
Maria Isabella Safarik

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