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Arte a Roma Estate 2021: “Lo squarcio” di Palazzo Farnese dell’artista francese JR

Installazione dell'artista JR, Palazzo Farnese, Roma 2021. Foto Sam
Lo SQUARCIO, Installazione dell’artista JR, Palazzo Farnese, Roma 2021. Foto SAM

L’installazione illusionistica su Palazzo Farnese “Lo squarcio” a Roma dello street artist francese JR (Parigi, 1983), come “La ferita” di Palazzo Strozzi a Firenze – sull’accessibilità ai luoghi della cultura nell’epoca del Covid-19 -, in modo da mostrarne l’interno cinquecentesco in bianco e nero, usando la tecnica del collage fotografico. JR ha una carriera di grande successo per la sua giovane età, soprattutto per il risalto conquistato nell’arte contemporanea in contesto urbano, come la sede dell’Ambasciata di Francia, addirittura sovrapposto ai siti riconosciuti nel patrimonio curturale dell’umanità (jr-art.net). Vanity Fair gli ha dedicato la copertina del 6 maggio 2020 (immagine in fondo all’articolo). L’architettura fittizia da sovrapporre alle chiese era molto usata nel Settecento in coccasione di feste, beatificazioni e canonizzazioni, inserendo elementi illusionistici teatrali e decorativi per sottolineare la solennità della cerimonia. Qui l’arte celebra se stessa, aprendosi di fronte allo spettatore, ovvero fingendone l’accessibilità, la quale fisicamente ci è stata impedina nel periodo delle restrizioni della Pandemia Mondiale. Con le riaperture si può ora approfittare di andare a vedere dal vivo i nostri beni culturali nelle città e in tutta Italia.

Installazione dell'artista JR, Palazzo Farnese, Roma 2021. Foto SAM
Installazione dell’artista JR, Palazzo Farnese, Roma 2021. Foto SAM

Io: “Roma è bella perché sei circondato da cose che non puoi avere.”
Sempre io: “Roma è bella perché ti convince che puoi avere quello che vuoi.”
Ancora io: “Veramente Roma non ti convince affatto, ti appassiona.” (cit. MIS)

Installazione dell'artista JR, Palazzo Farnese, Roma 2021. Foto Sam
Installazione dell’artista JR, Palazzo Farnese, Roma 2021. Foto Sam

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Installazione dell’artista JR, Palazzo Farnese, Roma 2021. Foto SAM, effetto B/W tungsteno

“A lavoro nel suo laboratorio di Parigi, con il parquet a listelli e le vetrate ampie e ariose, JR sottolinea l’importanza di rimanere positivi in un momento così delicato della nostra storia: «Dobbiamo reinventarci, dobbiamo pensare subito a come possiamo cambiare il nostro modo di camminare, di elaborare, di connetterci. Per questo spero che la copertina sia d’ispirazione. In un’epoca come quella moderna in cui siamo iperconnessi è interessante riscoprirlo, almeno per questo periodo di tempo» spiega con gli occhiali a goccia e il cappello nero sulla testa. L’idea di coinvolgerlo nel progetto arriva dal direttore di Vanity Fair Italia Simone Marchetti, che contatta JR chiedendogli di mettere a disposizione il suo estro creativo per il nostro giornale. L’artista ci rimugina su e, alle 2 e 30 del mattino, invia un Whatsapp al direttore dicendogli di aver trovato l’idea giusta e di non vedere l’ora di lavorarci su. JR, dopotutto, è sempre stato un uomo ansioso di reinventarsi, di ricominciare da capo e trovare una sua dimensione. Classe 1983, Jean René inizia la sua carriera come artista di graffiti con la speranza di cambiare il mondo e di lasciare un segno nello spazio pubblico e nella società.” (Vanity Fair, “Quello che è non è quello che sembra”, 6 maggio 2020)

Copertina Vanity Fair dedicata all’artista JR, 6 maggio 2020

10 motivi per vedere la Mostra di Tiepolo ai Musei Capitolini

Giambattista Tiebolo, Fuga in Egitto

Giambattista Tiebolo, Fuga in Egitto

1 – Le finestre aperte nei Palazzi Capitolini, detto da chi adora l’aria condizionata, e affacciarsi restando ad occhi spalancati su Roma.

2- Tiepolo, come il vino di Champagne, è raffinato e frizzante. Una delicatezza.

3- Il primo astronauta donna italiana nello spazio, Samanta Cristoforetti, partita il 23 novembre 2014, prova con onore che, gli italiani ormai poco Santi e Lavoratori, sono ancora un popolo di Naviganti, come ai tempi della Repubblica di Venezia la Serenissima

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Escher. La Mostra al Chiostro del Bramante a Roma dedicata al famoso incisore e grafico olandese

Escher, Sfera (Autoritratto)

Escher, Sfera (Autoritratto)

Escher trova noioso che il mondo costruito dall’uomo sia prevalentemente rettangolare. Le nostre stanze sono irritanti con tutti quegli angoli rettangoli, perché purtroppo il nostro tiranno è la forza di gravità: ovunque tranne che nel suo universo grafico.

Il visitatore all’ingresso della Mostra può smettere di preoccuparsi del ‘non sapere cosa aspettarsi’ e aprirsi alla semplice meraviglia.

E’ una scala o è una scala allegorica?

Una semplice domanda è sempre possibile e legittima di fronte all’arte: mi piace?

Escher scrive sui poliedri regolari: “Essi simbolizzano il desiderio di armonia e di ordine dell’uomo, ma nello stesso tempo la loro perfezione desta in noi il senso della nostra impotenza”,  perché essi esistevano sulla terra prima della comparsa dell’uomo.

L’olandese conosce molto bene la natura, la scienza e la geometria per manipolarle con tanto garbo, sorprenderci e sorprendersi.

“Quasi tutto quello che costruiamo e formiamo – case, stanze, armadi, tavoli, sedie, letti, libri – sono essenzialmente delle scatole rettangolari. Sono terribilmente noiose e irritanti quelle pareti delle nostre stanze, sempre con gli stessi vecchi angoli di 90°. La nostra unica consolazione è che non possiamo farne a meno. Non è colpa nostra; ci piaccia o meno dobbiamo obbedire alla forza di gravità, il nostro tiranno.”

L’effetto voluto da Escher è di far crollare il suo pubblico seduto su un gradino colto da atroci dubbi. Gioca a fare David Copperfield, il mago che fece sparire la Statua della Libertà.

Gli artisti visionari propongono il nuovo e il bello alla continua ricerca della meraviglia.