Marina Abramovic secondo Andrea Cosentino. Not here not now

“Theatre is very simple: in theatre a knife is fake and the blood is ketchup. In performance art a knife is a knife and ketchup is blood.” (Marina Abramovic)

Il teatro è molto semplice: in teatro un coltello è un coltello e il sangue è ketchup.” (Andrea Cosentino, Teatro Argot Studio, Roma fino al 3 aprile 2015)

Chi è Marina Abramovic? Si autodefinisce la “Nonna della Performance Art”. Poteva fare la nonna preparando le pappine per imboccare i suoi nipotini come le altre. No, lei no! Lei è Marina Abramovic porca paletta! Una che sta ore a fare cose da manicomio, ripetendo compulsivamente il medesimo gesto.

Negli anni Settanta iniziò come sperimentatrice di situazioni che “rompessero le scatole” all’arte figurativa, al cinema, al teatro, ponendosi lei stessa al centro di situazioni surreali e ripetitive. Continua tutt’ora.

Oggi le sue performance hanno il sapore del non-sense.

Andrea è andato  alla Performance di Marina Abramovic al PAC di Milano e lo ringrazio di aver riportato la sua esperienza trasformandola..in meglio..in spunto teatrale tra il serio e il faceto, con un testo scritto meravigliosamente ed una presa notevole. Per vedere la performance gli vengono chieste due ore del suo tempo, di consegnare tutti “gli orologi, iphone, ipad ecc.” e di pagare 15 euro. Questo vale il tempo: e le risate scoppiano fragorose nel Teatro Argot a Trastevere. Già ti è stato rubato, scusate, venduto qualcosa spacciandolo, col metodo dei migliori venditori, come servizio di cui hai assolutamente bisogno. Marina Abramovic ti parlerà delle esperienze di Marina Abramovic.  Marina Abramovic ti farà scoprire il Metodo Marina Abramovic. Marina Abramovic toglierà il tempo ad Andrea Cosentino. Marina Abramovic ti darà se stessa. Marina Abramovic ti fa acquistare il tempo per cercare te stesso. Chi gliel’ha chiesto? Decisamente qualcuno, immagino. “Quanto più il nome dell’artista prende il sopravvento, tanto più sparisce l’arte”. (AC) E quando si tirano in campo gli artisti contemporanei “che fanno arte boh”, a ruota arrivano i critici. La satira sugli uni deve includere anche gli altri. Sono una critica d’arte e Cosentino si fa beffe anche di me. Non per vantarmene, anzi sì, Marina Abramovic la conosco poco e non la seguo. La gran parte di questo tipo di arte “perforante”, lo dico a chiare lettere, è solo molto lucrativa e vuota di contenuti artistici. I molti Andrea che hanno visto due matti seduti uno di fronte all’altro per due ore, pagando 15 euro e ricevendo un attestato per aver partecipato al Metodo Marina Abramovic sono tanti: pubblico pagante. Nessuno di loro ha fatto una personale esperienza artistica, si sono fatti quella di Marina Abramovic, forse alcuni hanno percepito un “rantolo di invasamento”, ma non sanno cosa farci. Probabilmente era solo bisogno di usare il bagno. Il Metodo Marina Abramovic mi mancava: la mia conoscenza si fermava al metodo Strasberg, Stanislavskij, freudiani e junghiani, figurativi ed astratti. Marina Abramovic e Andrea Cosentino si odiano dunque? No perché la prima è rea di non conoscere il suo emulo comico. Sta ferma ad occhi chiusi “infischiandosene” (AC) di tutto e tutti, vagando col la mente e col corpo nelle sue personali steppe mentali. Andrea Cosentino costruisce un’immagine teatrale di questi pensieri. Volando nel blu dipinto di blu, incontra la nonna che è un puntino angelico nel cielo dei trapassati, la quale alla domanda “E chi c’è qui, tutti tutti?” replica “Tutti tutti, ogni tanto mi si avvicina Wittgenstein e mi fa domande che io, che ho fatto la terza elementare non capisco, ma a cui rispondo in romano […], per farlo stare buono, e lui si allontana tutti felice”. Il Not here not now è la nemesi del Qui ed ora invocato dall’artista della performance. L’artista non è presente, in quanto non lo è realmente per il pubblico. Una semplice equazione esprime la mia opinione sul Metodo Abramovic: se l’arte è il bello e Marina Abramovic è il brutto ergo Marina Abramovic non è arte. Ben venga, dunque, il Metodo Assurdovic di Cosentino. Oggi il testo di riferimento della critica dell’arte contemporanea oggiè “l’inserto D di Repubblica” (AC)!!! Questo mi fa ridere alle lacrime nella raffica di battute, che scivolano evitando le pause di auto crogiolamento dell’ego, e mi fa gelare il sangue perché è tristemente vero. Scusate, io ho studiato Vasari e Argan. Cosentino mette in scena una strepitosa, arguta e divertente sublimazione dell’arte morta di artisti vivi, come la definisco. Not here not now è da vedere!!! L’artista Marina Assurdovic, Marina Agrumovic, Marina …ovic ecc. Entrare nel ruolo richiesto ed essere presente davvero. Dove l’artista presenzia (Marina Abramovic) e dove l’artista c’è (Andrea Cosentino). Una risata salverà il mondo, redimerà persino l’arte contemporanea.          Spettacolo in scena al Teatro Argot Studio, Roma – Fino al 3 aprile 2015 NOT HERE, NOT NOW  di e con Andrea Cosentino; regia Andrea Virgilio Franceschi; video Tommaso Abatescianni Dominio Pubblico Teatro

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