MiMi. Il segreto di Rachele Palladino

Rachele Palladino, Striscia eclettica Tecnica mista su carta Stampa su tela, mm 425 x 500 Roma, collezione privata

Rachele Palladino, Striscia eclettica. XXI secolo – Maquillage. Tecnica mista su carta. Stampa su tela, cm 25 x 50. Roma, collezione privata

Viaggiare non è una vacanza

(See below: To Travel is not a Holiday)

Vita, dolcezza e arte: ottimismo immotivato. L’ho incontrata con la valigia in mano, in una stazione di periferia, mentre una nave non ci avrebbe aspettato per partire verso la Sardegna. Una donna riccia e rossa, che nella borsa portava pennarelli, carta e una sveglia. Un’amica comune ci aveva unite.

Capii subito che sentiva il tempo suo nemico e l’organizzazione una forza vessatrice, ma in modo diverso dal mio. Mi aveva colpito la sua tenacia.

Una persona particolare, creativa nel bene e nel male, mai noiosa. Questo è ciò che abbiamo in comune. Rachele non fa paura, mette a proprio agio chi la incontra…sconvolgendolo. Chi la teme manca di onestà intellettuale ed emotiva, pensa di rubarle qualcosa che non capisce, quando invece l’artista si dona. Solamente chi ha l’empatia per cogliere l’atto poetico mediante il quale interpreta la sua vita ne coglie l’essenza sottesa alla frammentarietà di storie, idee, lavori, arti.

Esploratrice dei mestieri, la trovo tintora e calzolaia intanto che disegna e comunica incessantemente col sociale che la circonda e spesso la travolge. La generosità della condivisione è un fardello che porta con orgoglio. Nel contempo porta avanti la sua filosofia di vita, di dolcezza e arte: leggerezza! Tutt’altro che superficiale, ho definito la sua dote “ottimismo immotivato” ovvero il trovare la parola positiva e il sorriso che, aleggiando sopra le paturnie della vita, le materializza fintanto che si crea un attimo di reale, trasformato da maniera in materia. Prima di vita poi di arte.

Chi sceglie di disegnare coi pennarelli?

Un bambino, no lui sceglie le matite. Un giovane, no lui digita. Un vecchio, no lui racconta.

Rachele traccia segni forti che macchiano le dita. Segni grafici colorati che odorano di zuccherino chimico. Comunque la classifico e la descrivo non basta.

Dentro una scatola Rachele non ci sta. Ci mette i suoi quadri salvadanaio, pennarelli, foto e disegni. Ad una formazione grafica aggiunge parole. Ah il potere delle parole, dei colori, delle idee!

Leggiadra a contatto con ogni essere vivente, aquila quando difende la prole. Io sono brava a pensare problemi e a trovare soluzioni, lei crea problemi che sono soluzioni: gradini sconnessi verso l’arte. Saziare l’urgenza artistica è nel suo essere. Rachele fa casino, smuove le acque, destruttura le situazioni.

Odora di fresco e puro. L’ingenuo così importante per un artista non si è ancora estinto.

“Credo che la più intensa e aperta attività degli occhi, dello sguardo, si svolga nel disegnare. Davanti a noi c’è qualcosa e noi, con gli occhi, interroghiamo il suo manifestarsi”.

L’energia dell’osservatore incontra l’energia sprigionata dall’oggetto, ed, ogni volta che questi due raggi si incontrano succede qualcosa.

Scrive ancora John Berger in “Modi di vedere”:

“Essere pienamente vivi nel nostro mondo, così com’è. Mettersi vicino a coloro per i quali questo mondo è diventato intollerabile, e ascoltarli… L’unico sogno che vale la pena di avere è di vivere finché si è vivi e di morire solo quando si è morti.

Che cosa significa esattamente?

Amare, essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non abituarsi mai alla violenza indicibile e alla volgare disparità della vita che ci circonda. Cercare la gioia nei luoghi più tristi. Inseguire la bellezza là dove si nasconde. Non semplificare mai ciò che è complicato e non complicare ciò che è semplice. Rispettare la forza, mai il potere. Soprattutto osservare. Sforzarsi di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare”. Berger è un maestro di incantesimi, cerca nessi tra immagini visive conservando la sua celebre scelta di frammentarietà, come fecero Walter Benjamin o Roland Barthes.

E’ nata una melodia a pennarello. Disegno, grafica, scrittura, pittura sono insieme fisici e immaginativi.

Ascolto, bisogno e necessità: tre parole che lo scrittore trova necessarie alla sua scrittura. Rachele ascolta, parla, ha delle esigenze che gli stimoli tormentati interiori trascinano a galla. E’ la necessità del fare, del mestiere, del creare…carta, colore, mente, estro: ecco l’opera d’arte. Gridare: “ci sono”. Altri ribattono: “sei audace”. Altri ancora tacciono. E allora questi osservano. Mettono il naso dentro l’opera e anche dentro la persona, che profuma di carta e pennarello. “La ricchezza dell’esperienza, l’intensità dell’emozione”.

Maria Isabella Safarik

DAL CATALOGO DELLA MOSTRA MI MI

a cura di Rachele Palladino

Ringraziamenti: postproduzione e stampa di Striscia eclettica.. di Massimo Argenziano Ph. 

GALLERIAOTTO

di Astrid Narguet – Lucilla Stefoni

Via Cimarra 12 (Rione Monti) – Roma

Esposizione aperta fino al 18 maggio 2015>> prorogata a grande richiesta!

Rachele Palladino. Foto Maria isabella Safarik (2014)

Rachele Palladino. Foto Maria Isabella Safarik (2014)

To Travel is not a Holiday

 

I met her suitcase in hand at a station on the outskirts. The ferry bound for Sardinia was about to leave and was not going to wait for us. A curly-haired redhead, her bag holding felt-tip pens, paper and an alarm clock. A mutual friend had brought us together. I understood at once that she felt time to be her enemy and organization an oppression, but in a different way from my own. I was struck by her tenacity.

 

An unusual person, creative for good or for bad, never boring. This is what we have in common. Rachele doesn’t intimidate, she puts all who meet her at ease by…disconcerting them. Those who fear her lack intellectual and emotional honestythinking to stealsomething from her they don’t understand when instead the artist gives herself. Only those with the empathy to capture the poetic act through which she interprets her life can understand the essence inherent in the fragmentary nature of stories, ideas, works and arts.

 

Explorer of all crafts, she can be found as a dyer or cobbler while drawing and communicating incessantly with the society that surrounds her and often consumes her. The generosity of sharing is a burden she bears with pride. Her philosophy in life, in sweetness and in art is: lightness! Far from being superficial, I define her talent as ‘unmotivated optimism’, or in other words, finding a positive word and a smile that materialises until a moment of reality is created, transformed from manner to substance. First as life then as art.

 

Who chooses to draw with felttip pens? 

 

A child? No, he chooses pencils. A teenager? No he types. An old man? No, he recounts.

 

Rachele traces lines that stain fingers. Coloured, graphic marks that smell of chemical sugar. However I classify and describe her is not sufficient.

Rachele cannot be pigeonholed. In her money box pictures she uses felttip pens, photos and drawings. She adds words to her drawings. Oh the power of words, colours and ideas!

 

Gracious with every living being, an eagle when she defends her offspring. I am good at thinking up problems and finding solutions. She creates problems that are solutions: disconnected steps towards art. Quenching the urgent need for art is in her being. Rachele is a trouble-maker and a boat-rocker. She makes waves. She deconstructs situations.

 

She smells fresh and pure. The innocence so important for an artist is yet to become extinct. “I believe the most intense and open activity of the eyes, of the act of looking, takes place when we draw. There is something in front of us and we with our eyes question its manifestation.” The energy of the observer meets the energy released from the object. Whenever these two rays meet something happens.

 

As John Berger states in ‘Ways of Seeing’:

 

‘Be fully alive in our world as it is. Get close to those for whom this world has become intolerable, and listen to them…The only dream worth having is to live as long as you are alive and die only when you are dead.

 

What exactly does this mean?

 

Love and be loved. Never forget your insignificance. Never become accustomed to the unspeakable violence and obscene inequality we are surrounded by. Try to find joy even in the saddest of places. Chase beauty to its hiding place. Never simplify what is complicated and do not complicate what is simple. Respect strength but never power. Above all observe. Try to comprehend. Never turn your eyes away and never ever forget.Berger is a master of spells. He searches for connections between visual images whilst maintaining his renowneduse of fragmentation in the same vein as Walter Benjamin and Roland Barthes.

 

A felt-tipped melody is born. Drawing, graphics, writing and painting both physical and imaginative.

 

Listening, need and necessity. Three words that are fundamental for a writer. Rachele listens and speaks. The inner torment needs to float to the surface. It is the necessity of making, crafting, creating…paper, colour, mind, talent: Behold the work of art. Shouting, ‘I am here!’. Others reply, ‘you are audacious!’ Yet others remain silent, they observe. They put their nose into the work of art and even into the person who smells of paper and felttip pen. ‘The richness of experience. The intensity of emotion.

 

GALLERIAOTTO

di Astrid Narguet – Lucilla Stefoni

Via Cimarra 12 (Rione Monti) – Roma

Vernissage 17 april 2015 – EXHIBITION OPENING EXTENDED UNTIL 18 JUNE 2015 

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