La calda estate che uccise Caravaggio

La calda estate di Caravaggio. Foto Safarik Art Magazine

La calda estate di Caravaggio. Foto Safarik Art Magazine

Caravaggio, drammaturgo del pennello, dipinge San Giovanni Battista disteso. Il ragazzo si ristora nella calda estate in un interno ombroso coperto da telo rosso, poggiato mollemente sul gomito, dopo lunghi bagni di sole e mare sulla spiaggia della Feniglia, dove le onde trascinano tronchi e relitti. Quella posa languida evoca l’arte veneta delle Danae e Veneri di Tiziano e Giorgione. La canicola di luglio è davvero pesante. Lunghe ombre si proiettano sulla sabbia alle sei di pomeriggio: Caravaggio disteso.

“Quanto piu’ chiudo gli occhi, allora meglio vedono, perche’ per tutto il giorno guardano cose indegne di nota; ma quando dormo, essi nei sogni vedono te, e, oscuramente luminosi, sono luminosamente diretti nell’oscuro. Allora tu, la cui ombra le ombre illumina, quale spettacolo felice formerebbe la forma della tua ombra al chiaro giorno con la tua assai piu’ chiara luce, quando ad occhi senza vista la tua ombra cosi’ splende! Quanto, dico, benedetti sarebbero i miei occhi, guardando a te nel giorno vivente, quando nella morta notte la tua bella ombra imperfetta, attraverso il greve sonno, su ciechi occhi posa! Tutti i giorni sono notti a vedersi, finche’ non vedo te, e le notti giorni luminosi, quando i sogni si mostrano a me.”

When most I wink, then do mine eyes best see, For all the day they view things unrespected; But when I sleep, in dreams they look on thee, And darkly bright are bright in dark directed. Then thou, whose shadow shadows doth make bright, How would thy shadow’s form form happy show To the clear day with thy much clearer light, When to unseeing eyes thy shade shines so! How would, I say, mine eyes be blessed made By looking on thee in the living day, When in dead night thy fair imperfect shade Through heavy sleep on sightless eyes doth stay! All days are nights to see till I see thee, And nights bright days when dreams do show thee me.

William Shakespere – Sonetto 43  (1609)

Il 18 luglio 1610 Michelangelo Merisi da Caravaggio muore, pare, in seguito ad un colpo di calore, sulla spiaggia della Feniglia presso Porto Ercole, il suggestivo tombolo di sabbia che conduce al promontorio del Monte Argentario in Toscana. Finalmente di ritorno da Napoli per la grazia concessagli dal Papa, sulla feluca il pittore porta con se alcuni dipinti, tra cui il San Giovanni Battista disteso (detto anche San Giovannino disteso), oggi in collezione privata a Monaco di Baviera, commissionato insieme ad altre due tele dal Cardinale Scipione Borghese. Le opere, quando per un errore nei documenti, Caravaggio fu imprigionato a Palo, ritornarono a Costanza Colonna che lo aveva ospitato a Napoli, in seguito Scipione Borghese riuscì a ritornare in possesso di una sola delle tele con soggetto San Giovanni oggi alla Galleria Borghese.

San Giovanni adolescente è dipinto da Caravaggio in almeno sette versioni. Uno dei riti per festeggiarlo il 24 giugno consiste nel raccogliere di notte le noci verdi dagli alberi per metterle a macerare in alcool e ottenere il liquore Nocino per il pranzo di Natale.

“San Giovanni non vuole inganni”

Il proverbio popolare in Toscana, coniato ai tempi di Dante riferito al reato di falsificazione del fiorino aureo con l’effige del Santo, si appella al comportamento inflessibile di Giovanni nel denunciare gli inganni.

L’ombra inganna chi vuol essere ingannato.

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