La Buona Ventura di Vouet (1617) e i Borseggiatori del Colosseo (2014)

Simon Vouet, La buona ventura, Barberini

In quasi 400 anni non è cambiato nulla. Roma è eterna nelle sue meraviglie e nelle sue bassezze.

La Buona Ventura è dei ladri che si accaparrano un bel bottino e la fanno franca.
Il servizio sui borseggiatori di turisti ai Fori Imperiali e sotto il Colosseo di Striscia La Notizia di ieri, che mostrava mucchi di portafogli vuoti buttati nei cespugli, ancora contenenti documenti di malcapitati turisti vittime del furto, è nei quadri di Caravaggio, di Vouet e dei Caravaggisti.

La Buona Ventura di Caravaggio del Louvre mostra una zingara che fingendo di leggere la mano, ruba l’anello al cavaliere.
Nella Buona Ventura di Simon Vouet alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma due zingare circuiscono un uomo e, mentre una lo distrae, l’altra fruga nel suo borsello.
Di entrambi i quadri esistono molte varianti, versioni, repliche, copie, riproduzioni.
Il mio saggio sulla mostra I Bassifondi del Barocco (leggi) approfondisce l’argomento.
Preferiamo vedere dipinto ciò che il mostro che ci spaventa.


Guardiamo in televisione la notizia di cronaca in cui siamo contenti di non trovarci protagonisti.
Tutti vogliono essere protagonisti dei bei eventi e soltanto spettatori delle vicende brutte.

Borseggiatori (1617-2014)

Borseggiatori (1617-2014)

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