Dipinti senza pregiudizi. La mostra personale di Alessandra Mussolini.

"Paesaggio urbano dorato" di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

“Paesaggio urbano dorato” di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Alessandra Mussolini, smessi i panni graffianti delle tribune politiche espone con schiettezza i dipinti frutto della sua esplorazione artistica tra tele, spatole e colori. Il suo debutto prende il nome di “Graffi”, ma, a pare mio, è un titolo retaggio del suo personaggio pubblico. A Porta Mazzini (vernissage il 5 febbraio 2015) tira un’aria tiepidamente scaldata di colori.

Il graffio è un segno sottile che deturpa un oggetto o ferisce la pelle: le tele non sono ferite dalla spatola. L’impasto materico, spesso e ritmato dei colori acrilici s’impone come segno deciso e al contempo aggraziato. La pittrice tace, parlano profili di palazzi, alberi, cieli e dicono quel che lei stessa non può controllare. Personalmente ho apprezzato la persona che si mette in gioco con dolcezza e umiltà davanti ad un pubblico diviso tra curiosi, amici e delatori con la sua interiorità dipinta. […]

La domanda che circolava alla serata era “sei qui con o senza pregiudizio?”. Io ero lì senza pregiudizio. Con il mio bagaglio di critica, ma senza una teoria da applicare. Lasciando a casa ogni preconcetto che non riguardi l’arte: qualche riserva sull’arte contemporanea non l’ho mai nascosta.

In una giornata di pioggia le opere rispecchiano il sole del carattere dell’autrice. La pittrice è passionale. Il clima che si respira al vernissage è allegro. Gli ospiti, come Maurizio Gasparri o Marisa Laurito, non presenziano, abbracciano Alessandra perché si fa voler bene. Coraggiosa, forse, più esponendosi tramite i suoi dipinti che nelle sfide elettorali: qui è tutta lei, nessun partito dal programma definito la spalleggia. Un gusto naturale per la composizione, l’accostamento dei colori e l’armonia la contraddistinguono. I suoi dipinti sono belli, parlando esteticamente, sono interessanti parlando da critico d’arte, ed è molto probabile che abbiano anche mercato. Una coppia matura considera che una certa tela la metterebbe sul caminetto in casa. In sè questa potrebbe essere una posa, ma durante l’evento affollato nessuno avrebbe potuto sentire, se non casualmente, la conversazione. Ma la faccia degli ospiti, ve lo garantisco, è la prova della verità. Alessandra Mussolini artista, piace. È una rivelazione. La matericità emozionale dei tocchi di colore stesi a spatola è un successo.

Una grande ricchezza di sensazioni si sviluppa lungo la ventina di opere: dal naïf all’espressionista. L'”alessandrità” domina. L’artisticità viene da emozioni vere e pure. In questo caso la donna, la madre, l’artista non ha un piano. C’è arte con intenti politici, questa non lo è. La politica fa parte della biografia dell’artista, ma non è prevaricante. Nella famiglia Mussolini l’arte è ben presente, la grande attrice Sophia Loren, la madre cantante Maria Scicolone che prende il microfono e canta con estrema spontaneità per festeggiare la figlia. Anche Alessandra ha dei trascorsi da attrice ed istrionica lo è di certo, ma con moderazione in questo ruolo di pittrice, grazie al suo approccio umile con la nuova arte.

La Mussolini racconta con semplicità come ha iniziato a dipingere. Passeggiando col figlio Romano, viene attratta da un negozio di Belle Arti, come Vertecchi in Via della Croce. Acquista così una tela, una spatola, una manciata di colori acrilici per sé invece che per il figlio, che, per primo, ne resta stupito: “la mamma vuole giocare” può aver pensato. Disegnare è infantile e il primo approccio creativo del cucciolo di uomo con la natura, il tentativo di imitarla e al contempo reinterpretarla.

Alla nuova Galleria dell’Associazione Culturale Plus Arte Puls, Viale Mazzini 1, a Roma, i dipinti della Mussolini sono asciutti, prolifici di sensazioni e hanno “seccato” una Roma umida di pregiudizi. Chi è senza pregiudizi ha apprezzato la volontà oppure ha gradito i dipinti. Qualcuno è entrato con pregiudizio e ne è uscito pentendosi del pregiudizio o di non averlo assecondato. Io ho visto molti sorrisi veri, abbracci sinceri.

Il mio dipinto preferito è la “Prospettiva nella foresta blu e oro“. Guardate il quadro da lontano, fate un passo e guardatelo ancora, poi altri due, infine avvicinatevi molto, poi ancora fate tre passi indietro e fotografatelo. State danzando dentro una foresta magica. Guardate la foto ora: vedete la prospettiva? Mi ricorda la Prospettiva di Borromini a Palazzo Spada, in cui uno spazio ridotto è moltiplicato a sembrare un lungo colonnato. L’associazione spontanea è puramente mia, sicuramente eccessiva, non sintomatica di un parere entusiastico. Un bel quadro, non un capolavoro della storia dell’arte. In qualche modo mi ha colpito quanto basta.

Questa foresta – immagino che le linee verticali blu siano i tronchi degli alberi frondosi d’oro – sfonda i bordi della tela e può proseguire all’infinito. Propongo alla pittrice di farne un’intera parete 4 metri in larghezza per 2 di altezza, dopo aver dato un’occhiata al grandi tele contemporanee ed antiche. Secondo me è una foresta. Voi cosa avete visto??

"Prospettiva nella foresta blu e oro" di Alessandra Mussolini.  Foto Safarik Art Magazine

“Prospettiva nella foresta blu e oro” di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Particolare di "Città in fiamme" con firma di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Particolare di “Paesaggio urbano fiammante” con firma di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Paesaggio urbano fiammante in galleria di ombrelli. Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Paesaggio urbano fiammante in galleria di ombrelli. Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Mostra Graffi di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Mostra Graffi di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Alessandra Mussolini e Maria Isabella Safarik alla sua mostra Graffi. Foto Safarik Art Magazine

Alessandra Mussolini e Maria Isabella Safarik alla sua mostra Graffi. Foto Safarik Art Magazine

"Paesaggio urbano dorato" di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

“Paesaggio urbano dorato” di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

"Spatolate viola" di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

“Spatolate viola” di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

"Graffi di colori caldi e freddi" di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

“Graffi di colori caldi e freddi” di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Mostra Graffi di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Mostra Graffi di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

"Alberi composti" di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

“Alberi composti” di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Particolare di "Alberi luminosi" di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Particolare di “Alberi luminosi” di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Buffet graffiante alla mostra Graffi di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Buffet graffiante alla mostra Graffi di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Mostra di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Mostra di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Mostra di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Mostra di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Particolare di "Prospettiva di foresta blu e oro" di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Particolare di “Prospettiva di foresta blu e oro” di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Particolare di Alberi di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Particolare di Alberi di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

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