Oggi alle 16.30 vedo accendersi la Cupola di San Pietro. Come tante altre volte. Con nostalgia osservo che l’effetto verde, che le luci avevano nei primi minuti di illuminazione, è perduto. Con le nuove luci a Led non vedrò più la Cupola di San Pietro verde. Sapevo che se la Basilica di San Pietro era spenta da una settimana e più, qualcosa stava per succedere. E’ risorta, più moderna forse, ma senza un piccolo intrigante dettaglio. L’innovazione aggiunge mentre toglie. I vecchi telefoni fissi davano la certezza che c’era una casa, perché avevano bisogno di una presa a muro. I telefoni hanno sempre lo stesso spirito profondo della comunicazione. La nostra casa ora si è spostata sui social network, i muri di mattoni non sono più sostanziali per la comunicazione. Internet è volatile. Ma un telefono è un telefono. Il Cupolone dei romani è sempre lì. La Basilica di San Pietro non cambia la sua essenza per due lucine Led. Il mio ricordo della Cupola, la quale, appena accesa, rimane verde per un po’ l’ho conservato. Lo posso raccontare a chi non lo potrà vedere. Per fortuna ci sono i narratori. Per fortuna ci sono storie da narrare. La fortuna più grande è che ci siano sempre ascoltatori.
Archivi tag: roma
10 motivi per vedere la Mostra di Tiepolo ai Musei Capitolini
1 – Le finestre aperte nei Palazzi Capitolini, detto da chi adora l’aria condizionata, e affacciarsi restando ad occhi spalancati su Roma.
2- Tiepolo, come il vino di Champagne, è raffinato e frizzante. Una delicatezza.
3- Il primo astronauta donna italiana nello spazio, Samanta Cristoforetti, partita il 23 novembre 2014, prova con onore che, gli italiani ormai poco Santi e Lavoratori, sono ancora un popolo di Naviganti, come ai tempi della Repubblica di Venezia la Serenissima
Nicola Elia. L’età del ferro. Ritrovamenti. Esposizione a Roma
L’ospitalità è ottima, tipicamente pugliese, discreta e curata. Gli spazi sono ariosi e… Continua a leggere
I Bassifondi del Barocco. La Roma del vizio e della miseria in mostra a Villa Medici.
“Quel che aborriscon vivo, aman dipinto”. (Salvator Rosa)
Lo spettatore, oggi come allora, si rassicura nel momento in cui… Continua a leggere
Escher. La Mostra al Chiostro del Bramante a Roma dedicata al famoso incisore e grafico olandese
Escher trova noioso che il mondo costruito dall’uomo sia prevalentemente rettangolare. Le nostre stanze sono irritanti con tutti quegli angoli rettangoli, perché purtroppo il nostro tiranno è la forza di gravità: ovunque tranne che nel suo universo grafico.
Il visitatore all’ingresso della Mostra può smettere di preoccuparsi del ‘non sapere cosa aspettarsi’ e aprirsi alla semplice meraviglia.
E’ una scala o è una scala allegorica?
Una semplice domanda è sempre possibile e legittima di fronte all’arte: mi piace?
Escher scrive sui poliedri regolari: “Essi simbolizzano il desiderio di armonia e di ordine dell’uomo, ma nello stesso tempo la loro perfezione desta in noi il senso della nostra impotenza”, perché essi esistevano sulla terra prima della comparsa dell’uomo.
L’olandese conosce molto bene la natura, la scienza e la geometria per manipolarle con tanto garbo, sorprenderci e sorprendersi.
“Quasi tutto quello che costruiamo e formiamo – case, stanze, armadi, tavoli, sedie, letti, libri – sono essenzialmente delle scatole rettangolari. Sono terribilmente noiose e irritanti quelle pareti delle nostre stanze, sempre con gli stessi vecchi angoli di 90°. La nostra unica consolazione è che non possiamo farne a meno. Non è colpa nostra; ci piaccia o meno dobbiamo obbedire alla forza di gravità, il nostro tiranno.”
L’effetto voluto da Escher è di far crollare il suo pubblico seduto su un gradino colto da atroci dubbi. Gioca a fare David Copperfield, il mago che fece sparire la Statua della Libertà.
Gli artisti visionari propongono il nuovo e il bello alla continua ricerca della meraviglia.
I BASSIFONDI DEL BAROCCO. LA ROMA DEL VIZIO E DELLA MISERIA IN MOSTRA ALL’ACCADEMIA DI FRANCIA DI VILLA MEDICI
10 MOTIVI PER VEDERE LA MOSTRA I BASSIFONDI DEL BAROCCO
- Puoi stare tra mendicanti e zingari senza il rischio di essere borseggiato.
- l ragazzo nudo col gatto mette d’accordo i gusti di ogni orientamento sessuale.
- L’Accademia di Francia è l’unico posto dove mettere le ballerine è chic.
- La scalinata di Piazza di Spagna e lo scalone dei cavalli a Villa Medici sostituiscono molte lezioni di walkexercise in palestra.
- La caccia al tesoro organizzata da quei burloni dei curatori, che hanno nascosto titoli e autori dei quadri esposti su piccoli pannelli negli angoli delle sale.
- Il profumo d’incenso che senti quando esci dall’ascensore della metro a Trinità del Monti.
- Scoprire l’esistenza del paesaggismo italianizzante.
- Sentirsi in un caffè letterario di Parigi: non capisci cosa dicono, ma suona bene.
- Quando esci puoi sederti sotto un albero a villa Borghese e sentirti un novello Goethe.
- Invidiarmi perché ero al vernissage, ho mangiato uva e bevuto vino come un bambocciante.
Bassofondo: Definizione e significato di Bassofondo – Dizionario italiano – Corriere.it.
ESTRATTO
“Quel che aborriscon vivo, aman dipinto”. (Salvator Rosa)
Lo spettatore, oggi come allora, si rassicura nel momento in cui è chiamato fuori da una realtà turbativa, guardandola senza coinvolgimenti rischiosi.
Uscire a Roma riserva sempre delle sorprese. I bassifondi edulcorati piacciono, sono un bisogno del cittadino che reclama per sé diritti esclusivi. La Roma seicentesca ha le stesse urgenze della Roma del ventunesimo secolo.
“Invaghitisi [molti] della sua maniera [di Caravaggio] l’abbracciavano volentieri, poiché senz’altro studio e fatica si facilitavano la via al copiare il naturale, seguitando li corpi vulgari e senza bellezza” (Bellori).
Il nudo attira sempre lo sguardo del malizioso e del pudico.
I devoti viaggiatori che arrivano a frotte nella Roma del 1600, dovevano restare senza fiato. A bocca aperta sono tutti i personaggi dei quadri e delle sculture barocche.
“Ma le regole del gioco sembrano in qualche modo sovvertite: si fa ricorso agli stereotipi e allo stesso tempo li si altera”.
Diverse sessioni musicali si svolgono asincrone nelle sale di Villa Medici.
La commistione tra reperto antico e i vivi è scritta nel destino di Roma millenaria. Un fiato a volte più pesante, a volte più leggero.
I cosiddetti Bamboccianti, capeggiati idealmente da Pieter Van Laer, “si sono appropriati della committenza della clientela facoltosa, ostacolando gli interessi economici dei pittori affermati” (Eduard A. Safarik – vai al sito)
Il paesaggio è pieno di rifiuti antichi, agli occhi del turista pieno di vestigia antiche tra rifiuti moderni.
Il passato e il futuro attraggono poco il Barocco.
Bartolomeo Manfredi, Nicolas Régnier, Simon Vouet, Valentin de Boulogne, Pieter van Laer, Pietro Paolini, Cornelis van Poelenburgh.
LEGGI IL SAGGIO LUNGO
LA ROMA DEL VIZIO E DELLA MISERIA IN MOSTRA ALL’ACCADEMIA DI FRANCIA DI VILLA MEDICI.
ESCHER. LA MOSTRA AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE A ROMA DEDICATA AL FAMOSO INCISORE E GRAFICO OLANDESE
- E’ meglio dei pittori di Piazza Navona.
- Il Chiostro del Bramante ha meno scale del Palazzo delle Esposizioni a Via Nazionale.
- Puoi rubare l’audio guida a tuo figlio e sentire la storia degli scarabei stercorari.
- Nei giochi interattivi di illusione ottica c’è sempre un turista più inetto di te.
- Puoi lamentarti della cervicale dopo aver visto le scale impossibili della Relatività.
- Puoi contraddire chi dice che Escher è un pittore o un architetto.
- L’anziana signora alla cassa del bookshop che ti accusa di rallentare la fila perché hai chiesto delle forbici per togliere la pellicola del catalogo.
- Il menù Escher: riso nero e pollo al limone. Ora sai cos’è e gli puoi mandare Gordon Ramsay mentre vai a pranzo dal cinese.
- Sei già nel Triangolo delle Bevute.
- Puoi leggere il mio articolo ed essere in disaccordo.
Dialogo
♦ Stavo leggendo di Escher.
♥ Escher chi?
♦ Quello delle scale!
♥ Quali scale?
♦ Quelle impossibili.
♥ Io prendo l’ascensore!
♦ Sei un comico..dovresti fare Zelig. Sto parlando di arte.
♥ Ah, sai che non mi ci ritrovo. Sono nel commerciale.
♦ Ma ti piace l’arte?
♥ A chi non piace!
♦ Escher è uno che disegnava un sacco.
♥ Anche mio figlio disegna sempre.
♦ Ecco il comico che c’è in te. Comunque è morto nel 1972.
♥ Mi dispiace. Potremmo fare un duo comico.
♦ Che ne dici se sabato andiamo a vedere la mostra?
♥ Può essere un’idea.
ESTRATTO
Escher trova noioso che il mondo costruito dall’uomo sia prevalentemente rettangolare. Le nostre stanze sono irritanti con tutti quegli angoli rettangoli, perché purtroppo il nostro tiranno è la forza di gravità: ovunque tranne che nel suo universo grafico.
Il visitatore all’ingresso della Mostra può smettere di preoccuparsi del ‘non sapere cosa aspettarsi’ e aprirsi alla semplice meraviglia.
E’ una scala o è una scala allegorica?
Una semplice domanda è sempre possibile e legittima di fronte all’arte: mi piace?
Escher scrive sui poliedri regolari: “Essi simbolizzano il desiderio di armonia e di ordine dell’uomo, ma nello stesso tempo la loro perfezione desta in noi il senso della nostra impotenza”, perché essi esistevano sulla terra prima della comparsa dell’uomo.
L’olandese conosce molto bene la natura, la scienza e la geometria per manipolarle con tanto garbo, sorprenderci e sorprendersi.
“Quasi tutto quello che costruiamo e formiamo – case, stanze, armadi, tavoli, sedie, letti, libri – sono essenzialmente delle scatole rettangolari. Sono terribilmente noiose e irritanti quelle pareti delle nostre stanze, sempre con gli stessi vecchi angoli di 90°. La nostra unica consolazione è che non possiamo farne a meno. Non è colpa nostra; ci piaccia o meno dobbiamo obbedire alla forza di gravità, il nostro tiranno.”
L’effetto voluto da Escher è di far crollare il suo pubblico seduto su un gradino colto da atroci dubbi. Gioca a fare David Copperfield, il mago che fece sparire la Statua della Libertà.
Gli artisti visionari propongono il nuovo e il bello alla continua ricerca della meraviglia.
LEGGI IL SAGGIO LUNGO
LEGGI ⇒
⇐LEGGI









