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Rivista di approfondimento e critica d'arte

Finissage MiMi di Rachele Palladino

Un paio di novità fresche, Rachele Palladino. Foto Safarik Art Magazine

Un paio di novità fresche, Rachele Palladino. Foto Safarik Art Magazine

Rachele non fa paura, mette a proprio agio chi la incontra…sconvolgendolo. Nel contempo porta avanti la sua filosofia di vita, di dolcezza e arte: leggerezza! Tutt’altro che superficiale, ho definito la sua dote “ottimismo immotivato” Continua a leggere

Variazioni colorate sul David di Michelangelo

David fluo in vetrina a Firenze. Foto Safarik Art Magazine

David fluo in vetrina a Firenze. Foto Safarik Art Magazine

L’invasione dei David fluorescenti!

Firenze è una città splendida: buona arte e buon cibo.

Per tutte e due “serve” il marketing perché tutto è in vendita. Un dato di fatto.

Si riproduce il Parmigiano nella forma di Parmesan per arrivare ad un maggior pubblico.

Vicino a piazza della Signoria mi lascia interdetta la vetrina con i David colorati.

Da studiosa dell’arte, a voler essere rigorosa, lo considererei uno scempio. Invece nel ruolo di turista devo riconoscere che il fascino del souvenir fa presa.

La scultura michelangiolesca stampata a laser mi fa sorridere. Faccio una foto. Ha catturato il mio interesse.

Non ci si deve vergognare di ciò che ci piace.

Il David versione 2.0 fluo in tre colori non posso certo dire che proprio mi piaccia. Un po’ mi vergogno dell’attenzione ai gingilli kitsch a due passi dal “vero” David..poi smetto. Che c’è di male!

La critica costruttiva ben venga, ma voglio limitare il mio essere così bacchettona. Conosco la statua originaria e la sua “sofisticazione”. Diversamente dal Parmigiano il David non ci perde. Ed io che lo sento come attentato al buon gusto posso superare la vetrina con un sorriso…

L’arte è un gioco! Anche sorridere è arte. Continua a leggere

Van Gogh Alive: mostra a Firenze

Van Gogh Alive. Mostra a Firenze. Foto Safarik Art Magazine

Van Gogh Alive. Mostra a Firenze. Foto Safarik Art Magazine

Le grandi cose sono la somma di piccole cose.

Great things are done by a series of small things brought together.

L’inizio è probabilmente più difficile di qualunque altra cosa, abbi fiducia andrà bene.    The beginning is perhaps more difficult than anything else, but keep heart, it will turn out all right. Continua a leggere

Le opere d’arte ci aiutano per il solo fatto di esistere

Tiziano, Il Concerto interrotto, è un dipinto a olio su tela (86,5x123,5 cm), 1507-1508 circa, Firenze, Galleria Palatina

Tiziano, Il Concerto interrotto, è un dipinto a olio su tela (86,5×123,5 cm), 1507-1508 circa, Firenze, Galleria Palatina

È una debolezza cercare in chi si ama, o desiderare di donar loro, altro conforto da quello che ci danno le opere d’arte, le quali ci aiutano per il semplice fatto di esistere.
Amare, essere amati, non fa che rendere questa esistenza reciprocamente più concreta, più presente allo spirito.

Simone Weil

Sulle opere d’arte ci si può illudere? e sull’amore? quando si parla di arte e amore si può parlare di illusioni? esiste amore malsano verso l’arte? le opere d’arte possono essere abusate? l’amore per un quadro che non ricambierà toglie forza all’amore? amare e non essere riamati è distruttivo per l’arte come per una persona? quando funziona la reciprocità? persone e oggetti si possono paragonare in virtù della filosofia estetica? il valore della citazione risiede nell’uso contemporaneo delle parole amore, arte, amore, spirito? quanti punti interrogativi suscita l’amare?

Simone Weil portò con sé una copia del Concerto interrotto attribuito a Tiziano dal viaggio in Italia, verso la quale mantenne un sentimento di nostalgia.

La Fontana da Trevi che non ti aspetti! Throw your coin.

Fontana di Trevi, maggio 2015. Foto Safarik Art Magazine

Fontana di Trevi, maggio 2015. Foto Safarik Art Magazine

Le aspettative del turista del 2015 sono maggiori rispetto a quelle del 1995.

Oggi Mr. e Mrs. Smith hanno progettato il loro viaggio a Roma su internet in ogni minimo dettaglio e da Springfield nel Massachusetts sono partiti con le immagini della Fontana di Trevi che avrebbero visto ben presenti in mente. Continua a leggere

Numeri. Tutto quello che conta da zero a infinito. La bellezza e il mistero dei numeri. La mostra al Palazzo delle Esposizioni a Roma

Numeri. Mostra a Roma. Foto Safarik Art Magazine

Numeri. Mostra a Roma. Foto Safarik Art Magazine

10 motivi per vedere la Mostra Numeri

  • I numeri non mordono.
  • I numeri non hanno memoria. Neanche delle idiozie umane.
  • I numeri sono ovunque, sempre dovunque, anche quando li ignoriamo. Peso, valore, grandezza, geometria, armonia, infinito, zero, amore, calendari, musica, infinito, cielo, fagioli ecc. ecc.
  • Il Palazzo delle Esposizioni è il Cremlino dell’arte contemporanea a Roma. Marmoreo, arioso, solenne, anche se è stato declassato a polo museale didattico.
  • La mostra non è su Einstein. Einstein diceva giustamente che conta quel che lui ha pensato non cosa ha fatto: non è un personaggio da romanzo come Escher non è un matematico ( e neanche un architetto: ricordo a chi si fosse confuso che è un incisore). I loro studi e le loro opere sono ciò che conta.
  • Un’opera di Dürer nascosta nell’esposizione. Melancolia.
  • Provare a contare con le dita come il Masai nel video e non riuscirci.
  • Il disinteresse dei bambini per la scultura bronzea di Pitagora e l’esaltazione per la dimostrazione liquida del Teorema.
  • La conchiglia Nautilus.
  • Aver visto il giorno precedente il film The Imitation Game. Alan Touring. L’enigma di un genio con Benedict Cumberbatch e Keira Knightley. Gli algoritmi che usò per costruire la sua macchina sono tuttora sfruttati dal motore di ricerca di Google. 

1 – Il senso dei numeri.

“Non preoccuparti delle tue difficoltà

   con la matematica; posso assicurarti

   che le mie sono ancora maggiori.„

“Do not worry about your difficulties in mathematics. I can assure you mine are still greater”.

I numeri sono onnipresenti e persino invadenti.

Mai sottovalutare Palazzo delle Esposizioni! Nasconde belle sorprese. Persone, cose e numeri vanno conosciuti per poter valutare. Io voglio essere conosciuta.

La commessa dell’elegante boutique di Rodeo Drive a Beverly Hills trattò male Julia Roberts nel ruolo di prostituta nel film Pretty Woman, pur avendo lei i soldi per acquistare un vestito. La protagonista della storia romantica, una volta tolti i panni volgari di Vivian che imprigionavano la sua natura raffinata, rientrava ben accolta nello stesso negozio e si rivolgeva sarcastica alla ragazza: “Salve si ricorda di me, io sono stata qui ieri mi ha detto di andarmene. Lavora a percentuale vero?  Bello sbaglio. Bello! Enorme! Ho altro shopping da fare”. Continua a leggere

Safarik Art Magazine contro la violenza sulle donne: NON SEI SOLA.

Virginia balla Requiem ad Amici 2014

L’arte è libertà. L’arte parlando combatte la violenza.

La coreografia nella puntata del Serale di Amici 2014 offre l’occasione per trattare questa attuale tematica.

Grande grande grande – Requiem – Virginia – 2 maggio | WittyTV – Part 534108 (GUARDA IL VIDEO)

Messaggio sociale contro la violenza sulle donne. The Art Blogger ti è vicina: NON SEI SOLA.

Se ti senti a disagio. il disagio può essere sintomo di un abuso.

Chiama il numero verde Antiviolenza 15.22. Chiama un’amica. Parla con qualcuno.

Il silenzio è amico della violenza e nemico della libertà. Continua a leggere

Street Art in Rome: the Pope of Metro

Petrus Romanus. Roma, Metro Cipro. Murales - Street Art. Foto Safarik Art Magazine

Petrus Romanus. Roma, Metro Cipro. Murales – Street Art. Foto Safarik Art Magazine

Le nostre certezze possono diventare un muro…

Non cediamo al pessimismo…

Noi possiamo camminare quanto vogliamo…

Non dobbiamo avere paura della bontà…

Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere…

Dobbiamo abituarci ad essere normali…

Il genio femminile è necessario…

Internet è un dono di Dio…

Papa Francesco dixit

Il giocattolo rotto

Il giocattolo roto. Foto Safarik Art Magazine (maria Isabella Safarik)

Il giocattolo rotto. Foto Safarik Art Magazine (Maria Isabella Safarik)

L’ho guardato sull’asfalto, schiacciato dalle macchine. Lui, Ken. Io non l’ho toccato.

Una figurazione contemporanea della fine del fidanzato di Barbie, l’uomo dei sogni.

Il gioco continua. I giocattoli vanno rotti e sostituiti, anche gli ideali, i sogni, l’arte.

Sì, persino le opere d’arte si rompono o vengono rotte.

Se l’evoluzione dell’arte fosse darwiniana, cioè procedesse per selezionare il migliore, sarebbe forse più accettabile.

Invece, siccome il “migliore” nell’arte è legato alle epoche, molto si crea e molto di distrugge, anche opere bellissime.

Avete presente il Colosso di Rodi? Noi non lo abbiamo visto.

Il “San Matteo e l’Angelo” (1602) di Caravaggio e il “Cristo Morto con la Vergine e San Giovanni Evangelista” (ca. 1450)  di Jacopo Bellini distrutti nell’incendio della Flakturm, la torre in cui erano stati stivati i dipinti del Kaiser Friedrich Museum di Berlino nel 1945. “Gli spaccapietre” (1849-1850) di Gustave Courbet, distrutto durante la II Guerra Mondiale. Le innumerevoli statue del regime sovietico. Musei distrutti in Medio Oriente. Fino all’Ara Pacis arbitrariamente rimaneggiata e irriconoscibile.

Nessun giorno è uguale all’altro, ogni mattina porta con sé un particolare miracolo, il proprio momento magico, nel quale i vecchi universi vengono distrutti e si creano nuove stelle. 

Paulo Coelho, Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, 1994.

Costruire e distruggere sono concetti omologhi.

Gioco e crescita vanno di pari passo.

Potrei continuare a scrivere della psicologia dei quarantenni di oggi, della bellezza innaturale legata al mito di Barbie, di come sia rischioso a Roma attraversare la strada, di…

L’immagine è molto evocativa: aspetto i vostri commenti! 

 

MiMi. Il segreto di Rachele Palladino

Rachele Palladino, Striscia eclettica Tecnica mista su carta Stampa su tela, mm 425 x 500 Roma, collezione privata

Rachele Palladino, Striscia eclettica. XXI secolo – Maquillage. Tecnica mista su carta. Stampa su tela, cm 25 x 50. Roma, collezione privata

Viaggiare non è una vacanza

(See below: To Travel is not a Holiday)

Vita, dolcezza e arte: ottimismo immotivato. L’ho incontrata con la valigia in mano, in una stazione di periferia, mentre una nave non ci avrebbe aspettato per partire verso la Sardegna. Una donna riccia e rossa, che nella borsa portava pennarelli, carta e una sveglia. Un’amica comune ci aveva unite.

Capii subito che sentiva il tempo suo nemico e l’organizzazione una forza vessatrice, ma in modo diverso dal mio. Mi aveva colpito la sua tenacia.

Una persona particolare, creativa nel bene e nel male, mai noiosa. Questo è ciò che abbiamo in comune. Rachele non fa paura, mette a proprio agio chi la incontra…sconvolgendolo. Chi la teme manca di onestà intellettuale ed emotiva, pensa di rubarle qualcosa che non capisce, quando invece l’artista si dona. Solamente chi ha l’empatia per cogliere l’atto poetico mediante il quale interpreta la sua vita ne coglie l’essenza sottesa alla frammentarietà di storie, idee, lavori, arti.

Esploratrice dei mestieri, la trovo tintora e calzolaia intanto che disegna e comunica incessantemente col sociale che la circonda e spesso la travolge. La generosità della condivisione è un fardello che porta con orgoglio. Nel contempo porta avanti la sua filosofia di vita, di dolcezza e arte: leggerezza! Tutt’altro che superficiale, ho definito la sua dote “ottimismo immotivato” ovvero il trovare la parola positiva e il sorriso che, aleggiando sopra le paturnie della vita, le materializza fintanto che si crea un attimo di reale, trasformato da maniera in materia. Prima di vita poi di arte. Continua a leggere

Arte discutibile: punti di vista

Arte discutibile. Foto Daniele Dorelli

Arte discutibile

Piazza della Libertà, quartiere Prati a Roma.

Cosa rischia l’arte astratta senza didascalia? La risposta è nella foto.

Il punto di vista definisce l’opera al primo sguardo, istintivamente. Un’occhio allenato e irriverente, senza pregiudizi morali, ma solo critico, vede “questo coso” e lo associa a qualcosa di concreto.

L’uomo associa involontariamente le forme della natura alle proprie. Il rinascimentale “uomo a misura di tutte le cose”; la fisognomica “ricerca dei volti in tutte le cose”; Adamo, al quale fu concesso da Dio di “nominare tutte le cose create“. Dare un nome significa dominare.

Chi dà un titolo domina la creazione artistica? In parte è vero.

Tuttavia teniamo conto dei punti di vista.

Se una cosa non ha un nome chi ne parla glielo darà. Il primo atto dell’arte è renderla discutibile, ovvero nominabile nel discorso.

Il punto di vista, posto alle spalle di quello scelto dall’artista e dal quale trae nome, ha sdoppiato l’opera: sono due. Nella foto il retroscena..discutibile appunto.

Il critico d’arte gira intorno all’arte. È irriverente. Solo non rispettando l’arte con lo sguardo esercita la sua vocazione (mi raccomando sto parlando solo di sguardo non rispettoso!!). Continua a leggere

Marina Abramovic secondo Andrea Cosentino. Not here not now

“Theatre is very simple: in theatre a knife is fake and the blood is ketchup. In performance art a knife is a knife and ketchup is blood.” (Marina Abramovic)

Il teatro è molto semplice: in teatro un coltello è un coltello e il sangue è ketchup.” (Andrea Cosentino, Teatro Argot Studio, Roma fino al 3 aprile 2015)

Chi è Marina Abramovic? Si autodefinisce la “Nonna della Performance Art”. Poteva fare la nonna preparando le pappine per imboccare i suoi nipotini come le altre. No, lei no! Lei è Marina Abramovic porca paletta! Una che sta ore a fare cose da manicomio, ripetendo compulsivamente il medesimo gesto.

Negli anni Settanta iniziò come sperimentatrice di situazioni che “rompessero le scatole” all’arte figurativa, al cinema, al teatro, ponendosi lei stessa al centro di situazioni surreali e ripetitive. Continua tutt’ora.

Oggi le sue performance hanno il sapore del non-sense. Continua a leggere

Buon compleanno Vincent van Gogh :-)

Ciao Vincent come stai??

Buon compleanno :):):) ..tanti auguri per i tuoi 162 anni!!

Ti vedo su Facebook..sempre in giro vecchio mio!!

Hai fatto pure dei bei quadretti..un amico di mio cugino

Quello che si è lasciato con la tipa ad agosto

Ha una galleria e fa mostre per gli amici

..basta che porti un po’ di gente che fa aperitivo

Che ne dici?

Quando puoi rispondi 🙂 

Paul 

✔️✔️ visualizzato 30 marzo ore 19.35

Chagall..Love and Life. Due cose che non ho capito. Mostra a Roma.

Marc Chagall, Coppia di amanti e fiori, 1949, litografia a colori. Foto Safatik Art Magazine

Marc Chagall, Coppia di amanti e fiori, 1949, litografia a colori. Foto Safatik Art Magazine

“Se creo qualcosa usando il cuore, molto facilmente funzionerà, se invece uso la testa sarà molto difficile”. (MARC CHAGALL) 

“If I create from the heart, nearly everything works; if from the head, almost nothing”.

Marc Chagall (1887-1985), pittore di origine ebraica, nato in un paesino della Bielorussia, naturalizzato francese interpreta in maniera personale ed emozionale le tre culture che si intrecciano nella sua vita. Love and Life. La vita dell’ebreo, russo, parigino. L’amore per la moglie Bella e per la letteratura e la pittura.

Le 140 opere in mostra provengono dall’Israel Museum di Gerusalemme, che quest’anno compie 50 anni, in parte donate dallo stesso Chagall e restano esposte dal 16 marzo al 26 luglio 2015. Le mostre del DART al Chiostro del Bramante mi piacciono sempre molto (vedi Escher). Marc Chagall non mi piace. Sinceramente non so bene spiegarne il perché, forse non riesco ad entrare nel suo mondo attraverso le sue opere, forse è per la tecnica, la composizione, per i colori, i temi. Non rispecchia i miei gusti. La banalità di certi detti popolari si adegua bene a queste situazioni: “..i gusti sono gusti”..”infatti”.

Creare solo dal cuore, ecco, a volte non arriva a tutti. La tecnica, la testa, non manca a Chagall. A mio parere, usando testa e cuore le cose arrivano meglio. Ma non risiede nemmeno qui il bandolo del bello. […] Continua a leggere

Armenia. Il popolo dell’arca mostra la sua storia

Croce con reliquie di San Giorgio, 1746. Foto Safarik Art Magazine

Croce con reliquie di San Giorgio, 1746. Foto Safarik Art Magazine

L’Armenia è una terra misteriosa ad est della Turchia, conosciuta come sito del Monte Ararat, approdo di Noè con l’Arca e tappa di Marco Polo sulla Via della Seta. I suoi abitanti la chiamano Hayastan, nome derivante dalla divinità pagana Hayk. Quella che oggi è la Repubblica di Armenia, così chiamata da persiani e greci, fu un Regno di Ararat, sempre mantenendo la sua forte identità culturale, politicamente messa spesso a repentaglio, rafforzata, nel V secolo, dall’invenzione dell’alfabeto armeno. I turchi ottomani, alla fine del XIX secolo, cominciarono gli spietati massacri di città e paesi presenti all’interno del loro impero. La pulizia etnica turca raggiunse il suo apice tra il 1915 e il 1918, con un’atroce deportazione di massa e lo stermino di un milione e mezzo di armeni. La diaspora degli armeni lì porto in ogni parte del mondo. Nel 1918, dichiarata repubblica indipendente, sembrò aver raggiunto la pace, ma due anni dopo cadde sotto le aggressioni dei bolscevichi e finì per far parte dell’Unione Sovietica. Nel 1991 l’Armenia, finalmente, riacquista l’indipendenza ed è entrata tra le moderne democrazie. I monti del Caucaso, frontiera naturale tra Europa ed Asia, sono l’aspra bellezza che rappresenta il paese. Fauna e flora sono sorprendenti, comprendono la varietà di uccelli maggiore d’Europa. I paesaggi cambiano tra vette nevose, piane fertili, boschi, laghi zone semi-desertiche, steppe e tante pietre. Le pietre, quelle preziose e quelle povere, sono alla base dell’arte armena. […] Continua a leggere

Prendere tempo. Teatro delle esposizioni #6. Accademia di Francia a Roma.

Portrait de jeune homme avec les cheveux d'Eleonora (de la peinture ne reste qu'un fantôme). Di Mitra Farahani. Foto Safarik Art Magazine

Portrait de jeune homme avec les cheveux d’Eleonora (de la peinture ne reste qu’un fantôme). Di Mitra Farahani. Foto Safarik Art Magazine

L’Academie de France a Roma offre la possibilità ai suoi Pensionnaires di:  perfezionare le loro discipline, stimolare le relazioni e gli scambi culturali, conservare e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale. Gli artisti approfondiscono il loro percorso individuale e si confrontano dinamicamente tra loro e con la città. Il 28 febbraio 2015 l’inaugurazione dell’esposizione delle loro opere. […]

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Dipinti senza pregiudizi. La mostra personale di Alessandra Mussolini.

"Paesaggio urbano dorato" di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

“Paesaggio urbano dorato” di Alessandra Mussolini. Foto Safarik Art Magazine

Alessandra Mussolini, smessi i panni graffianti delle tribune politiche espone con schiettezza i dipinti frutto della sua esplorazione artistica tra tele, spatole e colori. Il suo debutto prende il nome di “Graffi”, ma, a pare mio, è un titolo retaggio del suo personaggio pubblico. A Porta Mazzini (vernissage il 5 febbraio 2015) tira un’aria tiepidamente scaldata di colori.

Il graffio è un segno sottile che deturpa un oggetto o ferisce la pelle: le tele non sono ferite dalla spatola. L’impasto materico, spesso e ritmato dei colori acrilici s’impone come segno deciso e al contempo aggraziato. La pittrice tace, parlano profili di palazzi, alberi, cieli e dicono quel che lei stessa non può controllare. Personalmente ho apprezzato la persona che si mette in gioco con dolcezza e umiltà davanti ad un pubblico diviso tra curiosi, amici e delatori con la sua interiorità dipinta. […]

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