Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia

Anfore con coralli, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

Anfore con coralli, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto Safarik Art Magazine

La Sicilia, isola situata in uno dei mari più ricchi al mondo per il patrimonio culturale sommerso, ha una lunga storia di ricerche sottomarine, i cui risultati sorprendenti sono esposti in Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia” fino a marzo 2017 nel Palazzo Reale di Palermo, nella mostra allestita presso le Sale Duca di Montalto a Palazzo dei Normanni (ingresso P.za Indipendenza). La caccia ai tesori si è trasformata in archeologia subacquea, una scienza articolata ed appassionante, che, tra palombari ed appassionati, ha mobilitato grandi investimenti finanziari, attingendo oggi alle più moderne tecnologie adoperate da personale altamente specializzato. «Il Mediterraneo? Una spugna che si è imbevuta di ogni conoscenza», scriveva lo storico francese Fernand Braudel.

Sicily, island located in one of the richest seas in the world for the underwater cultural heritage, has a long history of underwater research, the surprising results are shown in the “Mirabilia Maris. Treasures from the seas of Sicily” until March 2017 in the Palace Reale of Palermo, in the exhibition at the Sala Duca di Montalto in Normanni’s Palace (entrance Piazza Indipendenza). The treasure hunt has turned into underwater archeology, an articulate and fascinating science, which, among divers and enthusiasts, has mobilized huge financial investments, drawing today the most modern technologies in use for a highly specialized personnel. “The Mediterranean? A sponge that has been soaked in all knowledge, “wrote the French historian Fernand Braudel.

I reperti ritrovati nei fondali che circondano la Sicilia sono molto eterogenei. Dai tempi degli antichi romani le numerosissime spedizioni di merci via mare andate a buon fine hanno segnato una buona percentuale di perdita di materiali ed equipaggi prevalentemente in tempeste. Agli affondamenti per le condizioni di mare avverse si aggiungono casi di ammutinamento e pirateria. Ogni cosa si trasportava per mare, dalle derrate alimentari, alle materie prime, ai beni personali, agli oggetti d’arte. Il mare che custudisce le materie più resistenti, spesso le trasforma, colonizzandole con le proprie colonie di coralli e alghe. Ceramiche, piatti, contenitori di coccio, anfore emergono in massa. La mostra, però ci svela anche altri reperti inaspettati.

Ho chiesto al personale in mostra quale fossero i loro oggetti esposti preferiti e cosa notassero apprezzato dai visitatori. La custode Mariagrazia, nei giorni prima di Natale, mi suggerisce che la grande anfora con la pianta di corallo che l’ha usata come sito si crescita è molto suggestiva, infatti, come vedete nella foto di copertina, mancano solo i colori vivaci per renderla un’opera d’arte ideale esposta in una galleria d’arredo in centro città. Il custode Vincenzo, con la pragmaticità maschile, mi propone di guardare i piatti per il pesce con il caratteristico avvallamento centrare per la salsa garum, perfettamente conservati, in vernice nera.

La mostra è decisamente bella: mi è piaciuta tantissimo. Da mettere in agenda se siete a Palermo tra un cannolo di ricotta e una passeggiata a Mondello. Il biglietto doppio permette di ripercorrere le sale del Palazzo Reale e di ammirare la Cappella Palatina, prima di immergersi in mare.

Anfore in stiva, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

Anfore in stiva, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

Piatti per pesce, Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

Piatti per il pesce, ceramica campana 300-280 a.C., Mirabilia Maris. Tesori dai mari di Sicilia, mostra a Palermo (2017). Foto SAM

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La velocità delle immagini in esposizione all’Istituto Svizzero di Roma

Giacomo Balla, Paesaggio - sensazione di cocomero, 1918, Roma, Istituto Svizzero. Foto SAM

Giacomo Balla, Paesaggio – sensazione di cocomero, 1918, Roma, Istituto Svizzero. Foto SAM

Roma è fatta di salite a cui l’urbanistica risponde con scale. L’arte è fatta di luci a cui l’artista risponde a modo suo.

All’Istituto Svizzero in Via Ludovisi 48 (Via Veneto, Roma) si inaugura il 26 ottobre 2016 l’Esposizione collettiva d’arte contemporanea “La velocità delle immagini”, una riflessione tra velocità, modernità ed arte. Continua a leggere

I volti nei tronchi di Roma scolpiti dal giovane Andrea Gandini

Andrea Gandini, Troncomorto 27, Roma, Via Cola di Rienzo, scultura in legno, 2016. Foto Safarik Art Magazine

Una delle proposte artistiche più interessanti nella Roma assopita del seondo decennio del Duemila è Andrea Gandini, giovane liceale, scultore del legno. Bello, bravo e simpatico: il Troncomorto. Aggettivi che userei per un ragazzo si adattano a meraviglia alle sue opere d’arte, i volti nel legno. Simpatico, si legga qui, nella mia visione personale, come fatto che suscita la mia attenzione. Continua a leggere

Recuperate tutte le opere del pittore cinquecentesco Cola dell’Amatrice dopo il terremoto nel Centro Italia del 24 agosto 2016.

Amatrice - Recupero dei beni culturali dopo il terremoto del 24-08-2016 nel centro Italia © Foto protezione civile

Amatrice – Recupero dei beni culturali dopo il terremoto del 24-08-2016 nel centro Italia © Foto protezione civile

A meno di 10 giorni dal terremoto che ha colpito Lazio, Marche e Umbria, è in atto il piano di recupero del patrimonio culturale, accanto alle operazioni a sostegno della popolazione e della messa in sicurezza del territorio. Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice, pittore, architetto e scultore (Amatrice, 1480/89 – Ascoli Piceno, 1547-1559), è la personalità del passato di maggior spicco nel paese da cui prende il nome d’arte. Il museo a lui intitolato, sconosciuto ai più, come lo stesso artista è lesionato, ma le colonne hanno retto e alcune pareti, mentre le macerie sono state rimosse con successo recuperando ogni opera, alcune completamente senza danni. Continua a leggere

Pokemon Go: caccia ai luoghi d’interesse storico artistico.

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“Pare Na Chiesa”, Piazza di Campo Marzio, ingresso laterale della Chiesa e Monastero di Santa Maria in Campo Marzio, foto SAM da App Pokemon Go

Tutti a caccia di Pokemon! Ebbene c’è un risvolto positivo, anche per quelli che non hanno acquistato le azioni della Nintendo. Col mio fedele Iphone al guinzaglio passeggio velocemente per le vie di Roma per solite e insolite commissioni. L’applicazione Pokemon Go aperta a consumare tutta la batteria. In Piazza di Campo Marzio si apre il Pokestop “Pare Na chiesa”, dietro Palazzo Chigi. Ho iniziato a giocare a Pokemon Go per svago, curiosità e nostalgia della prima versione per Game Boy della Nintendo, oggi società in incredibile ascesa per il lancio del primo gioco in realtà aumentata, in cui cioè la partita si svolge sulla mappa reale sfruttando la geolocalizzazione GPS degli smartphone e visualizza gli elementi di gioco su sfondo ripreso in diretta dalla fotocamera. La ricerca dei Pokestop, dove ottenete strumenti di gioco, è divertente quanto quella la caccia ai mostriciattoli, anzi è una fonte sorprendente di spunti culturali. Pokemon Go ha un pregio culturale non indifferente. Continua a leggere

Joseph Klibansky, Mixed Media Artist da tenere d’occhio

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Joseph Klibansky, Elements of Life, resina e oro. Foto Safarik Art Magazine (AM Ph.)

Joseph Klibansky, giovane talento originario del Sudafrica domiciliato nei Paesi Passi, inserito dalla rivista Quote nella Top 100 dei giovani milionari del 2016: una sua opera è quotata tra i 20 e i 50 mila dollari. Eccitante, colorato, divertente, luminoso.

Opere cristalline e immediatamente comunicative, lontano dalla banalità che rischiano soggetti come teschi e farfalle. Meravigliosamente inspiegabile e meravigliosamente bello. Un giovane talmente bello nell’esporre il suo lato artistico che lo si direbbe dannato. Continua a leggere

Impressionisti, la mostra calderone al Vittoriano

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Il gatto che sorride nell’abbraccio: il particolare che colpisce al cuore. La mostra nel suo insieme.. una schifezza. La concentrazione su un dettaglio, soprattutto quando si parla di arte ottocentesca e “impressionisti” è la scappatoia all’organicità completamente assente. Continua a leggere